Messico: vescovi su invio guardia nazionale. “È la dignità di ogni persona umana la fonte del diritto”

Si intitola “Per la dignità dei migranti” il documento reso noto sabato 7 aprile dalla Chiesa messicana riguardo alla decisione del presidente statunitense Donald Trump di inviare la guardia nazionale alla frontiera con il Messico. Il messaggio è firmato dall’intero Consiglio di presidenza della Conferenza episcopale messicana (Cem), a partire dal presidente, il cardinale José Francisco Robles Ortega, a da tutti i vescovi della frontiera Nord e precisamente i vescovi di Monterrey, Ciudad Juárez, Matamoros, Nuevo Casas Grandes, Nuevo Laredo, Piedras Negras, Saltillo, Linares, Cuautitlán, Nogales, Tijuana, La Paz, Mexicali, Ensenada, Hermosillo e Chihuaua. “Per la prima volta – si legge – ci rivolgiamo direttamente a tutti gli abitanti del Messico e degli Stati Uniti, indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose, e in modo speciale e con grande rispetto ai presidenti dei rispettivi Paesi”. La Chiesa cattolica, “in fedeltà alla fede in Gesù Cristo, non può voltarsi dall’altra parte rispetto alla sofferenza dei nostri fratelli migranti che cercano migliori condizioni di vita attraversando la frontiera, per lavorare e contribuire al bene comune, non solo delle proprie famiglie ma anche del Paese fratello che li riceve”. I vescovi non negano che “i presenti e futuri flussi migratori richiederanno una rinnovata regolazione da parte di entrambe le nazioni. E non ci sfugge che una dimensione costitutiva di una società prospera e pacifica è l’autentica presenza di uno Stato di diritto. Tuttavia non tutte le norme e tutte le decisioni politiche e militari, solo per il fatto di essere promulgate e precisate, sono giuste e conformi ai diritti umani”. Il documento prosegue argomentando sulle lezioni storiche che dovrebbero essere state apprese nel corso del ventesimo secolo: “Ciò che è legale chiede anche di essere legittimo” e “la dignità inalienabile della persona umana è l’autentica fonte del diritto”. Ancora, “il dolore dei più vulnerabili dev’essere inteso come norma suprema e criterio fondamentale per lo sviluppo dei popoli e la costruzione di un futuro di pace. Questa è l’origine profonda della Dichiarazioni universale dei diritti umani. Questo è il fondamento universale di una convivenza fraterna tra le nazioni”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa