Gaudete et Exsultate: padre Spadaro (La Civiltà Cattolica), il Papa parla della “santità della porta accanto”

“La santità va cercata nella vita ordinaria e tra le persone a noi vicine, non in modelli ideali, astratti o sovrumani. Francesco fa comprendere come la santità non sia frutto dell’isolamento: essa si vive nel corpo vivo del popolo di Dio”. Lo scrive padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, nel suo commento all’esortazione apostolica di Papa Francesco pubblicata oggi “Gaudete et Exsultate”, che “ha come argomento la chiamata alla santità nel mondo contemporaneo”. Per spiegare il modo in cui viene presentata la santità, padre Spadaro richiama la prima intervista rilasciata dal Papa a La Civiltà Cattolica, in cui parla di una “classe media della santità”. Così l’aveva definita citando lo scrittore francese Joseph Malègue. “E lo scrittore – sottolinea il direttore – è citato pure in ‘Gaudete et Exsultate’ a proposito della ‘santità della porta accanto’, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio”. Da Bergoglio, secondo il direttore della rivista dei gesuiti, arriva un invito a “non cercare vite perfette senza errori, ma persone che, ‘anche in mezzo a imperfezioni e cadute’, hanno continuato ad andare avanti e sono piaciute al Signore”. “La santità – aggiunge – mette insieme umiltà e grandezza, e si può applicare a un lavoratore normale, a una nonna o a un papa: è la stessa santità”.

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