Gaudete et Exsultate: padre Spadaro (La Civiltà Cattolica), “frutto maturo di una riflessione che il Papa porta avanti da molto tempo”

“La santità non è l’imitazione di modelli astratti e ideali. I riferimenti della santità ordinaria sono semplici, vicini, popolari: una ‘santità piccolina’”. Lo scrive padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, nel suo commento all’esortazione apostolica di Papa Francesco “Gaudete et Exsultate”, pubblicata oggi. “Tante volte Francesco ha fatto riferimento a Teresa di Lisieux, richiamando la sua via alla santità. Egli porta con sé i suoi scritti durante i suoi viaggi apostolici e ne ha canonizzato i genitori”, ricorda Spadaro, che sottolinea come “la santità è anche legata alla singola persona: la santità è vivere la propria vocazione e missione sulla terra”. Per riuscirci bisogna “discernere la propria strada, la propria via di santità, quella che permette di dare il meglio di sé. Questa dimensione personale che tocca tutti è uno dei pilastri della Gaudete et Exsultate”. Centrale, a suo avviso, il discernimento. “In un contesto di continuo zapping esistenziale, si potrebbe vivere persino uno zapping spirituale, diciamo così, se non si è condotti dal discernimento”. Il direttore de “La Civiltà Cattolica” sottolinea come il Papa sottoponga all’attenzione di tutti due “nemici” della santità. “Ancora una volta Francesco insiste sul pericolo del neo-gnosticismo e del neo-pelagianesimo. Sono gli stessi rischi messi in luce dalla recente lettera della Congregazione per la Dottrina della fede ‘Placuit Deo’, indirizzata ai vescovi della Chiesa cattolica, su alcuni aspetti della salvezza cristiana”. Infine, una riflessione sul titolo. “Il termine gioia è, in generale, uno dei più ricorrenti del vocabolario bergogliano”. “Le connessioni tra ‘Gaudete et Exsultate’ e gli altri testi magisteriali di Francesco, come pure con quelli del Bergoglio pastore in Argentina – conclude Spadaro -, ci fanno comprendere che l’esortazione è il frutto maturo di una riflessione che il Pontefice porta avanti da molto tempo, ed esprime in maniera organica la sua visione della santità intrecciata a quella della missione della Chiesa nel mondo contemporaneo”.

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