Gaudete et Exsultate: Bignardi (Azione Cattolica), santità è “non passare distratti o indifferenti davanti al fratello”

“La prima cosa che colpisce in questo documento è la determinazione con cui si sostiene che la santità appartiene alla gente comune, che ha un’ordinaria vita quotidiana fatta delle cose semplici che sono la struttura dell’esistenza di tutti”. Lo ha detto Paola Bignardi, dell’Azione Cattolica, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della nuova esortazione apostolica del Papa, “Gaudete et Exsultate”, in Sala Stampa vaticana. Quella che emerge dal documento papale, secondo la relatrice, è “una santità che non è per pochi eroi o per persone eccezionali, ma che rappresenta il modo ordinario di vivere l’ordinaria esistenza cristiana. La conseguenza di questo è subito detta: se non vi è vocazione o condizione esistenziale incompatibile con la chiamata alla santità, allora non vi è vita cristiana possibile al di fuori di questo quadro esigente e appassionante: la vita cristiana non può realizzarsi pienamente se non nella prospettiva della santità, non vi sono percorsi intermedi o accomodamenti con lo sconto”. Bignardi si è soffermata, soprattutto, sulla “declinazione” che il Papa fa delle beatitudini, la “Magna Charta” del cristiano enunciata nella “grande regola di comportamento” proposta nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo: la concreta misericordia verso il povero: “Il santo è colui che è povero nel cuore; il santo è chi reagisce con umile mitezza; santo è chi sa piangere con gli altri; santo è chi cerca la giustizia con fame e sete; santo è chi guarda e agisce con misericordia; santo è chi mantiene il cuore pulito da tutto ciò che sporca l’amore; santo è chi semina pace attorno a sé; santo è chi accetta ogni giorno la via del Vangelo nonostante questo gli procuri problemi”. “Se la santità è vivere l’amore, il dono di sé come lo ha vissuto il Signore Gesù, fino in fondo, in maniera radicale e totale, non si potrà passare distratti e indifferenti accanto al fratello. Vivere la santità richiede di aver realizzato nella propria vita quella unità per cui si passa dalla contemplazione del volto del Signore al concreto gesto di carità, e dal gesto al volto”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa