Diocesi: Cremona, ieri la quarta assemblea del Sinodo. Il vescovo Napolioni, “nuove strade per raggiungere i giovani”

L’analisi delle trasformazioni che il mondo giovanile vive nell’adesione alla fede cristiana, nelle nuove esigenze dell’evangelizzazione dei giovani e nella proposta di itinerari che consentano l’approccio alla figura di Cristo sono state ieri al centro della quarta assemblea del cammino sinodale dei giovani della diocesi di Cremona. Il dibattito si è svolto a Casalmaggiore, nella struttura dell’oratorio “Maffei”. I lavori sono stati seguiti dal vescovo Antonio Napolioni e dal responsabile della pastorale giovanile don Paolo Arienti, coadiuvati dalla segreteria del Sinodo. La fede deve trovare, secondo mons. Napolioni, “nuove strade per raggiungere i giovani”. “Il vescovo chiede di aiutarlo. Parlateci di Dio, non della pastorale nelle nostre parrocchie – ha affermato –. Diteci a che punto siete nell’intuizione della fede”. Prima del confronto nei nove tavoli di lavoro, l’assemblea ha votato le proposizioni maturate dalla scorsa riunione, a Rivolta d’Adda nel mese di marzo sul tema del “futuro”. Due proposizioni su nove non hanno superato il quorum previsto e saranno riformulate e successivamente votate: la prima, che proponeva la domanda sul senso della vita, e la quinta sul significato della vocazione personale. Al centro del dibattito, poi, il tema della fede. Segnalata la necessità di tutor adulti nella fede che sappiano guidare nei passi da compiere personalmente, anzitutto in forza della propria esperienza di Dio. “Ineliminabile” è stata avvertita la condivisione con una comunità che sostenga l’esperienza della fede, che faccia sperimentare la sua traduzione in servizio. Il bisogno di trascendenza sperimentato da ogni giovane è stato precisato nell’invito a “conoscere il volto umano di Dio in Gesù Cristo, per non correre il rischio paradossale di una fede teorica, e non frutto di un personale incontro”. “Ai giovani – hanno sostenuto i membri del Sinodo – non va negata una catechesi solida, sostanziosa e non approssimativa, per superare la diffusa ignoranza religiosa”.

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