America Latina: Celam, dal 7 giugno la marcia continentale “Huellas de ternura” per promuovere i diritti dell’infanzia

“Huellas de ternura” (“Tracce di tenerezza”) è il titolo della “marcia continentale” per promuovere i diritti dell’infanzia. Su iniziativa del Celam, il Consiglio episcopale latinoamericano, e di altri numerosi organismi, partirà il 7 giugno da Tijuana (Messico), per arrivare oltre un anno dopo, nel giugno 2019, nella Patagonia argentina. Più che di una camminata, si tratterà di un complesso di iniziative di animazione culturale, sociale, pastorale ed ecumenica, che toccheranno tutti i Paesi latinoamericani.
Il principale soggetto promotore dell’iniziativa è il Celam, attraverso il proprio Dipartimento giustizia e solidarietà (Dejusol), che ha dato vita al programma “Centralidad de la Niñez”, insieme alla “Pastoral da criança internacional” della Conferenza episcopale brasiliana e World Visión América Latina. All’iniziativa hanno aderito tra gli altri anche la Caritas latinoamericana e il Dipartimento di vita, famiglia e gioventù del Celam.
“Vogliamo toccare i cuori del continente – spiega al Sir Ángel Alberto Morillo, coordinatore del progetto ‘Centralidad de la Niñez’ – attraverso un invito aperto a tutta la società. E vogliamo moltiplicare le tracce di tenerezza, creare alleanze, formare educatori. La via è proprio quella della tenerezza, che, come ha detto papa Francesco, è la strada degli uomini coraggiosi. Spesso si pensa a questa dimensione come a qualcosa che riguarda la sfera personale e affettiva, invece noi pensiamo che si tratti di una grossa opportunità per la politica, l’economia e la convivenza sociale. Lo scorso anno ci siamo ritrovati a Quito, in Ecuador, e abbiamo elaborato il Manifesto della Tenerezza”.
“Zero violenza, cento per cento tenerezza” è l’idea guida dell’iniziativa, in un contesto nel quale i minori sono spesso proprio vittime di tante violenze, “specie in un continente – riflette Morillo – nel quale domina la cultura del machismo, nel quale soggetti deboli come donne e bambini sono vittime di violenze e abusi”. Il pensiero va ai minori migranti, ai tantissimi minori lavoratori, “ma quella più scandalosa è la violenza familiare, e non vogliamo neppure dimenticare quei minori vittime di violenza da parte di uomini di Chiesa. Vogliamo accompagnarli nel loro dolore”.
L’iniziativa è già stata presentata dal Direttivo del Celam a papa Francesco. Conclude Morillo: “Pensiamo a un’iniziativa integrata, nella quale convivano vari aspetti: quello formativo ed educativo, quello liturgico, quello ludico. Si tratterà anche di un evento ecumenico, a partire dalla prima tappa di Tijuana”.

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