Pasqua Ortodossa: Bartolomeo (Patriarca ecumenico), “servizio e aiuto al fratello conseguenza dell’ethos eucaristico”

“Il fedele ortodosso ha un motivo particolare e un forte movente per combattere contro il male sociale, perché vive intensamente l’antitesi tra le Cose Ultime e i dati storici ogni volta. Dal punto di vista ortodosso, il servizio filantropico e l’aiuto al fratello privo del necessario costituiscono una conseguenza e una espressione dell’ethos eucaristico della Chiesa”. È quanto scrive il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, nel suo messaggio per la Pasqua Ortodossa che cade domani, domenica 8 aprile. “L’esperienza della Resurrezione di Cristo, della suprema salvifica vittoria della Vita sulla Morte, è il nocciolo della fede, del culto divino, dell’ethos e della cultura del popolo ortodosso di Dio, portatore del nome di Cristo – si legge -. La vita dei fedeli ortodossi, in tutte le sue manifestazioni e dimensioni, è imbevuta e si nutre della fede nella Resurrezione, costituisce una Pasqua quotidiana”. Un’esperienza pasquale che “non è semplicemente un ricordo della Resurrezione del Signore, ma anche un modo di vivere del nostro personale rinnovamento e una solida certezza riguardo alla fine escatologica di tutte le cose”. Il patriarca ecumenico presenta inoltre il Vangelo della Resurrezione oggi come “annuncio dal profondo che, davanti a Dio, la vita degli uomini ha un valore assoluto”, “in un mondo di ingiustizia sociale che avanza fieramente, d’indebolimento della persona umana, in una terra come Golgota universale di profughi e di migliaia di bambini innocenti”. “Proclama che le sofferenze e le sventure, la croce e il Golgota, non hanno l’ultima parola”. “Il messaggio della Croce e della Resurrezione – conclude Bartolomeo – si trova, nella nostra epoca, anche faccia a faccia, tanto con l’arrogante autoesaltazione dell’odierno uomo secolarizzato, razionalista, persuaso dalla strapotenza della scienza, incentrato su se stesso e attaccato alle cose terrene ed effimere, l’uomo privo di desiderio di eternità, quanto anche con la repulsione di tutto l’insieme della Divina Economia dell’Incarnazione e dello ‘scandalo’ della Croce”.

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