Papa Francesco: ai Preti del Prado, “la mancanza di attenzione spirituale è per i poveri la peggiore discriminazione”

“La nostra epoca conosce, anch’essa, le sue povertà, antiche e nuove, materiali e spirituali, e sono tanti, intorno a noi, coloro che sperimentano la sofferenza, le ferite, le miserie e le angosce di ogni tipo. Essi sono molto spesso lontani dalla Chiesa, e ignorano completamente la gioia e la
consolazione che vengono dal Vangelo. La missione da compiere in mezzo a loro è immensa e la Madre Chiesa è felice di poter contare sull’appoggio dei discepoli di padre Chevrier”. Lo ha detto, questa mattina, Papa Francesco all’Associazione dei Preti del Prado, “impegnati a dare quotidianamente la vita al servizio dei più poveri”, che ha ricevuto in udienza nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, in Vaticano. “Non posso che approvare e incoraggiare l’azione pastorale che voi portate avanti secondo il carisma proprio dei vostri istituti, un carisma che mi tocca personalmente e che è al cuore del rinnovamento missionario a cui tutta la Chiesa è chiamata; perché esiste una ‘intima connessione tra evangelizzazione e promozione umana, che deve necessariamente esprimersi e svilupparsi in tutta l’azione evangelizzatrice’”, ha aggiunto Francesco citando l’Evangelii Gaudium. Il Papa ha ricordato l’invito rivolto ai Preti del Prado da Giovanni Paolo II, in occasione della beatificazione del fondatore dell’Associazione, nel 1986 a Lione, a “parlare di Gesù Cristo con la stessa intensità di fede di padre Chevrier”, perché “i poveri hanno il diritto che si parli loro di Gesù Cristo, hanno diritto al Vangelo e alla totalità del Vangelo”. Poi, li ha esortati a continuare in questa direzione. “Mi piace richiamare, infatti, che l’immensa maggioranza dei poveri ha una particolare apertura alla fede; hanno bisogno di Dio, e la mancanza di attenzione spirituale nei loro confronti costituisce la peggiore discriminazione”.

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