Giornata rom e sinti: Sant’Egidio, “si investa su integrazione e scolarizzazione”

foto SIR/Marco Calvarese

“Occorre investire seriamente sull’integrazione e, al tempo stesso, superare le politiche che creano isolamento, come ad esempio i ‘campi rom’ istituzionali, far conoscere la storia di questo popolo, che ha vissuto il ‘Porrajmos’, lo sterminio durante la seconda guerra mondiale, e puntare su un serio programma di scolarizzazione”. Lo afferma in una nota la Comunità di Sant’Egidio, che rivolge “gli auguri a tutti i rom e alle popolazioni romanì che si identificano con questo nome, in Italia ed Europa”, in occasione della Giornata internazionale dei rom, che si celebra domani, domenica 8 aprile. In particolare, la Comunità rilancia alcune proposte che riguardano la presenza rom. Prima tra tutte, una scolarizzazione di qualità: “Rom e Sinti sono un popolo di bambini e giovani, circa il 50% delle 140.000 presenze ha meno di 18 anni. Solo investendo seriamente sull’istruzione e la formazione si potrà avere una generazione pienamente integrata”. Poi, viene auspicato il “superamento della logica emergenziale”. “La presenza di rom e sinti non è episodica od occasionale ed è evidente che politiche perennemente emergenziali non favoriscono l’integrazione e sono spesso causa di spreco di fondi pubblici”. Infine, la “realizzazione di una nuova politica abitativa”. “I ‘campi nomadi’ creati in anni passati rispondendo a parametri culturali largamente superati e costituiscono spesso il luogo di esclusione, anche fisica, dalla società”. Per questo motivo, “bisogna attuare nuove politiche di inserimento abitativo che potrebbero rivelarsi più economiche e sicuramente più inclusive”. Per l’occasione, domani una delegazione di rom e sinti con la Comunità di Sant’Egidio parteciperà in piazza San Pietro all’Angelus di Papa Francesco.

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