Giornata del popolo rom e sinti: don De Robertis (Migrantes), “abbattere i pregiudizi”

foto SIR/Marco Calvarese

Ogni anno, l’8 aprile, la Giornata internazionale del popolo rom e sinti “ci richiama ad una attenzione particolare su questi uomini, donne e bambini spesso ignorati e lontani dai nostri interessi. Si tratta di un popolo che in Europa conta 12 milioni di persone: in Italia circa 170mila, che ancora oggi non sono riconosciuti nel nostro Paese”. Lo si legge nel messaggio della Migrantes per la Giornata internazionale del popolo rom e sinti che si celebra domani. “Un mancato riconoscimento, come ha più volte sottolineato la Fondazione Migrantes – organismo pastorale della Cei che si occupa del mondo della mobilità umana – che oltre a non aiutare la tutela di alcuni diritti fondamentali, accresce l’apolidia e sempre più, nelle nostre città, produce emarginazione e ghettizzazione”. Da qui la richiesta – dice don Gianni De Robertis, direttore generale della Migrantes – di “un maggiore impegno verso questo popolo ricercando strade culturali ed ecclesiali e nuove politiche che evitano l’isolamento e costruiscono una nuova cittadinanza”. “Strade nuove che aiutano, inoltre, ad abbattere pregiudizi e barriere ideologiche in favore della solidarietà e della misericordia”, spiega ancora don De Robertis, evidenziando che la giornata dell’8 aprile “diventa l’occasione per tutti di un nuovo modo di pensare e di incontrare chi ci sta accanto”. Il direttore della Fondazione Migrantes l’8 aprile sarà in Belgio per l’incontro annuale del Ccit (Comité Catholique International pour les Tsiganes) che ogni anno riunisce circa 150 operatori pastorali, religiosi e laici, che si prendono cura dei rom e dei sinti nei loro Paesi. L’organismo pastorale della Cei il prossimo 24 e 25 aprile “promuove un incontro di confronto e scambio di esperienze con tutti gli operatori pastorali impegnati con i rom e i sinti nel nostro Paese”.

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