Funerali Beauty: mons. Nosiglia (Torino), “la mancanza di una politica europea per l’accoglienza degli immigrati rende più dolorosa la loro sorte”

Mons. Cersare Nosiglia, arcivescovo di Torino

“Beauty ha sacrificato se stessa per donare la vita al suo bambino e questo è il sacrificio più grande che prova il suo amore”. Lo ha detto l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, durante l’omelia dei funerali, che ha presieduto questa mattina nel santuario della Consolata, di Beauty Balogun, la donna nigeriana morta giovedì 23 marzo all’ospedale Sant’Anna del capoluogo piemontese, dopo che i medici hanno fatto venire alla luce il suo bambino Israel. Affetta da una grave forma di linfoma, era stata respinta con il marito, il 9 febbraio scorso, alla frontiera di Bardonecchia dalle autorità francesi, nel tentativo di espatriare, perché i loro permessi di soggiorno erano scaduti. “Il nostro cuore è umanamente turbato di fronte alla sofferenza e alla morte che hanno colpito Beauty – ha aggiunto il presule -. La nostra preghiera è dunque carica di dolore e di tristezza, ma anche di profonda fede pasquale. Dalla morte di Beauty nasceranno frutti abbondanti per il suo bambino e suo marito”. Considerazioni che tuttavia “non possono farci dimenticare quanto è successo a Beauty e di conseguenza al suo bambino”. “Il suo dramma ci richiama a un mondo di valori fondamentali che non possiamo e non vogliamo dimenticare: l’accoglienza della vita, l’accoglienza di chi bussa alla nostra porta in cerca di aiuto”.

“Purtroppo, nel nostro mondo, che ci piace pensare civile e progredito, quel che manca spesso è proprio l’attenzione a ogni singola persona, alle sue concrete necessità, per cui va accolta e giudicata a partire da questo valore umano e civile, prima che dall’osservanza scrupolosa delle norme”. Mons. Nosiglia ha poi affermato che “la legge è fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge”. “La mancanza di una politica europea che assicuri una stretta collaborazione tra le nazioni confinanti e scelte conseguenti, per l’accoglienza e la libera circolazione degli immigrati e rifugiati – ha sottolineato -, rendono ancora più dolorosa la loro sorte”. L’altro volto di questa vicenda è “la gara di prossimità e di affetto e anche di disponibilità concrete a rispondere alle necessità di Beauty e di Destiny e del loro bambino: sono orgoglioso di Torino e della sua gente, perché hanno dimostrato quanto siano importanti e concrete l’umanità e la solidarietà civile, religiosa e sociale che li animano”.

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