Francia: Macron incontra i vescovi. Neymon (Cef), “il momento è favorevole, viviamo in un clima di laicità pacificata”

“Il momento è favorevole. Viviamo in un clima di laicità pacificata con un Presidente della Repubblica che ha dato più volte segnali concreti di apertura al dialogo con le religioni mettendosi in loro ascolto e riconoscendo il ruolo che esse giocano nella società”. Un clima di ritrovata fiducia accoglierà lunedì 9 aprile il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron al Collège des Bernardins e a raccontare al Sir il dietro le quinte dello storico incontro è Vincent Neymon, direttore della comunicazione della Cef, che insieme a mons. Olivier Ribadeau Dumas sta lavorando all’organizzazione dell’evento.

Sono stati i vescovi francesi ad invitare il presidente Macron e lui ha accettato l’invito. La forma dell’incontro è quella di un ricevimento. La chiamano “réception”. All’inizio doveva svolgersi nella sede della Conferenza episcopale ma il numero degli invitati (un parterre di circa 400 persone, tra parlamentari, giornalisti, uomini della cultura, rappresentati di Chiese e religioni) ha inevitabilmente richiesto un cambio di location. Il presidente arriverà alle 19. Alle 19.05 – si legge nel programma reso noto dall’Eliseo -, prenderà la parola mons. Olivier Ribadeau Dumas, segretario generale della Conferenza episcopale francese. Subito dopo i saluti, prenderanno la parola i volontari di tre associazioni cattoliche che daranno la loro testimonianza. Sono l’Office chrétien des personnes handicapées (Och), l’Association pour l’Amitié (Apa, che si occupa delle persone senza fissa dimora) e la Società San Vincenzo de’ Paoli (per carisma da sempre in prima linea a fianco di tutte le povertà). Alle 19.25 prenderà la parola mons. Georges Pontier, presidente di vescovi francesi, e alle 19.50 ci sarà l’atteso intervento del presidente Macron. “La Chiesa – spiega Neymon – desidera mostrare al Presidente della Repubblica e a tutte le persone che saranno presenti che la Chiesa ha a cuore la società, vuole partecipare alla vita del Paese, mettersi in dialogo con lo Stato e donare la sua visione di società, mettendosi dalla parte dei soggetti più fragili, nella convinzione che una società che non è capace di stare dalla parte dei soggetti più vulnerabili, che siano gli anziani o i migranti, è una società disumanizzata. È pertanto l’immagine di una Chiesa in uscita, la Chiesa che ci ha indicato Papa Francesco, che guarda alle periferie della povertà e a quelle esistenziali”. “Non so se si tratta di una nuova pagina della storia”, osserva il direttore della comunicazione. Certo è che se da alcune parti ancora ci sono “resistenze”, “c’è da parte della Chiesa e dello Stato una volontà chiara di apertura e dialogo. Una congiuntura che per noi è una opportunità da cogliere, per mostrare che la Chiesa può essere una protagonista attiva della società oggi”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa