Brasile, Lula nella sede del sindacato: Fanganiello (Ist. brasiliano Falcone), “non è un perseguitato politico”

“Si possono avere idee diverse sul processo che lo ha coinvolto, ma non si può certo dire che Lula sia un politico perseguitato”. A spiegarlo al Sir, nei minuti in cui l’ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva rifiuta di costituirsi (forse lo farà oggi, dopo aver assistito alla messa di suffragio per la moglie morta un anno fa) e si asserraglia nella sede del sindacato dei metalmeccanici a San Paolo del Brasile, è Wálter Fanganiello Maierovitch, giurista e visiting professor all’Università di Palermo. Fanganiello, nato a San Paolo ma molisano d’origine, è uno dei massimi esperti in Brasile di crimine organizzato e corruzione e il fondatore e presidente dell’Istituto brasiliano Giovanni Falcone. “La situazione – prosegue – è molto delicata e preoccupante. Il rifiuto di consegnarsi alla Polizia e il fatto che sia protetto dai suoi militanti rischia di dare origine a momenti di violenza. Inoltre ha destato scalpore un tweet del capo dell’esercito, che è stato letto come una velata minaccia di golpe militare. L’evolversi della situazione dipenderà molto dall’atteggiamento di Lula”. In effetti, se dovesse perdurare la decisione di Lula di non consegnarsi, si arriverebbe a una situazione di grande tensione, visto che non sarebbe facile per le forze dell’ordine farsi strada tra la folla che “protegge” l’ex presidente. Resta il fatto, secondo il giurista, che “il Brasile è in questo momento una democrazia e che Lula ha avuto tutta la possibilità di difendersi. Personalmente non entro nel merito, però in uno Stato di diritto le sentenze si possono criticare ma vanno accettate”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa