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Guerra del Donbass: 4 anni dopo. Mons. Gugerotti (nunzio), “la tragedia più grande è la dimenticanza generale. È il silenzio che uccide”

“La tragedia più grande di questo conflitto è la dimenticanza generale. Evidentemente ricordare dà fastidio per tante ragioni e, quindi, non se ne parla. Ed è questo silenzio che uccide, oltre al fatto di sentire continuamente la minaccia delle armi, il rumore dei mortai, la minaccia delle mine. È la sensazione di essere abbandonati”. Sono parole cariche di emozione quelle usate da monsignor Claudio Gugerotti, nunzio apostolico in Ucraina. Il Sir lo ha raggiunto telefonicamente nel giorno in cui si fa risalire l’inizio di un conflitto nella zona orientale del Paese che ha provocato ad oggi 10mila vittime e 2 milioni di sfollati. È il 6 aprile 2014 quando dei manifestanti armati prendono possesso di alcuni palazzi governativi nelle regioni di Donetsk, Lugansk e Kharkiv. Comincia così una guerra nel cuore del Vecchio Continente che ancora non si è risolta.
Monsignor Gugerotti si rivolge all’Europa. “Se l’Europa pensa di risolvere i suoi problemi guardando soltanto alle sue questioni interne, non solo non riuscirà a risolverli ma sarà schiacciata dalla pressione esterna. Per cui soltanto uno sguardo mondiale può essere oggi una salvezza per tutti. Non esiste più il ‘si salvi chi può’. Alle porte dell’Europa, c’è un conflitto ma l’Europa è troppo presa dai problemi nazionali e dalla difficoltà del suo stare insieme per accorgersene. Se non si riscopre la solidarietà internazionale come mezzo per ristabilire un minimo di diritto comune, per garantire un minimo di giustizia ed equità, noi non solo non salveremo noi stessi ma lasceremo perire altre persone pentendoci poi in futuro di non aver visto”.

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