Guerra del Donbass: 4 anni dopo. Mons. Gugerotti (nunzio), “dal Papa una raccomandazione molto forte: andare, consolare, portare la sua benedizione”

“Dal Papa ho ricevuto questa raccomandazione molto forte di andare spesso ad incontrare le persone che sono rimaste, cercare di consolarle, pregare con loro e portare la sua benedizione”. Se tutti hanno dimenticato, Papa Francesco ha a cuore la popolazione che vive e resiste nelle zone di guerra dell’Ucraina orientale. È quanto racconta al Sir il nunzio apostolico in Ucraina, monsignor Claudio Gugerotti che per Pasqua ha visitato un villaggio che si trova nelle vicinanze delle città di Lugansk e Donetsk. “La gente stava lì ad aspettare”, racconta: “Quando sono entrato nella cappella ho trovato un’atmosfera totalmente inattesa. Gente che piangeva, commossa, che mi abbracciava. Ho chiesto: che cosa state vivendo? E loro mi hanno risposto: ‘Noi non serviamo a nessuno. Siamo inutili sia per i russi sia per gli ucraini. L’unica cosa che non potevamo mai immaginare è che il Papa inviasse il suo rappresentante a celebrare la Pasqua con noi. Non riusciamo a crederci’. Ed io ho raccontato loro che, partendo, ho chiesto al Santo Padre una benedizione speciale per loro e che Papa Francesco aveva risposto nel giro di pochi minuti. La gente era in lacrime. La gioia di queste persone di non sentirsi dimenticate è un’esperienza che poterò dentro di me per sempre”.
Il nunzio va spesso nella zone di guerra perché è ancora in atto l’operazione “Papa per l’Ucraina” che ha comportato in tutte le parrocchie d’Europa la raccolta di una somma importante di denaro alla quale il Papa ha desiderato aggiungere un suo contributo personale di 5 milioni di euro per un totale di 16milioni di euro. Ad oggi, l’iniziativa ha raggiunto 800mila persone con aiuti diversificati secondo le esigenze.

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