Vita consacrata: mons. Morandi (Santa Sede) a Usmi, “vivere la fede come dono piuttosto che come impegno”. Non “essere esperti del peccato altrui”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Rimanere aperti all’azione dello Spirito che soffia dove vuole, che non possiamo ingabbiare, che non possiamo mettere dentro uno schema, anche religioso. Questa è al grande sfida”. Lo ha detto mons. Giacomo Morandi, segretario della Congregazione per la Dottrina della fede, intervenuto ieri all’Assemblea nazionale dell’Unione superiore maggiori d’Italia (Usmi), richiamando la lettera di san Paolo ai Galati. “Questa disponibilità incondizionata all’azione dello Spirito a volte pesa perché non sappiamo davvero cosa fare – ha aggiunto -. Allora siamo tentati di riprenderci quello che abbiamo consegnato e lo riprendiamo con gli interessi”. Una tentazione che cresce, secondo mons. Morandi, quando si verifica che “l’apertura allo Spirito Santo rischia di scemare e lasciare spazio al protagonismo personale”. Un altro monito dal segretario della Congregazione vaticana perché si eviti di “essere esperti del peccato altrui”. Poi, la sua attenzione si è concentrata sulla fede: “Mi domando se noi presbiteri e voi religiosi viviamo la fede prima come un dono piuttosto che come un impegno”. Quella auspicata, infine, è stata “una vita di fede dinamica e in crescita, un dinamismo di conformazione a Cristo”.

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