Terra Santa: p. Nahra (patriarcato), “nuova parrocchia e vicariato per migranti e rifugiati favorirà integrazione”

“Faciliterà il servizio pastorale verso i migranti e i rifugiati. Lo scopo è quello di venire sempre più incontro a coloro che per diverse ragioni faticano nell’integrarsi nelle parrocchie territoriali. Questa scelta favorirà interazione e offrirà loro un punto di riferimento ecclesiale molto importante. Il lavoro continuerà con maggiore organizzazione così da migliorare il servizio verso i migranti e i rifugiati”. È il commento rilasciato al Sir da padre Rafic Nahra, coordinatore per la pastorale dei migranti e vicario patriarcale per i cattolici di lingua ebraica del Vicariato di San Giacomo in Israele, sulla creazione, decisa dall’Amministratore apostolico del Patriarcato latino, mons. Pierbattista Pizzaballa, di una parrocchia personale per tutti i migranti e i rifugiati in Israele” e di un “Vicariato episcopale per i migranti e i rifugiati guidato da un vicario episcopale”. Obiettivo dei due nuovi organismi è “garantire un servizio pastorale completo ai tanti che sono lontani dalle nostre chiese, ma che – nonostante le difficili circostanze sociali nelle quali vivono – vogliono comunque avere un accompagnamento ecclesiale”. Il Patriarcato latino di Gerusalemme vuole in tal modo rispondere ai bisogni della comunità ecclesiale in Israele che “da diversi anni si è arricchita di decine di migliaia di stranieri che stabilmente vivono nel nostro territorio e affollano le nostre chiese. Filippini, indiani, srilankesi e molti altri sono ormai diventati parte integrante della nostra comunità. Accanto a loro sono arrivati negli ultimi anni anche rifugiati, provenienti dal Sud Sudan e dall’Eritrea”.

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