Riforma Curia Romana: p. O’Collins (La Civiltà Cattolica), “in collaboratori apostolici di Paolo modello ispiratore”

“E’ possibile riconoscere nei collaboratori apostolici, che Paolo presenta nelle sue sette lettere sicuramente autentiche, un modello e un’immagine in grado di ispirare la riforma della Curia di Roma”. Ad affermarlo sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica” è padre Gerald O’Collins, docente di teologia presso l’Università Cattolica Australiana. Analizzando queste lettere paoline, lo studioso osserva che la missione dei collaboratori con chi sarebbe diventato con il suo martirio il co-fondatore della Chiesa di Roma comprendeva un’ampia gamma di attività: “dalla co-fondazione di una Chiesa (Timoteo) al fungere da corrieri per le lettere di Paolo (Epafrodito e Febe); dal risolvere situazioni difficili per l’apostolo (Tito) al recargli sostegno finanziario (Epafrodito); dall’essere co-mittenti delle lettere di Paolo (Timoteo) al fare della propria casa una Chiesa domestica (Prisca e Aquila); dal promuovere in mezzo agli altri l’imitazione di Paolo, e quindi di Cristo (Timoteo) al raccogliere fondi per la Chiesa di Gerusalemme (Tito)”. Ma Paolo ricorda Febe anche come “protettrice” sua e di altri, rievoca i rischi corsi per lui da Prisca e Aquila, l’impegno di missionari itineranti di Timoteo e Tito. “Si può guardare ad essi – conclude O’Collins – come a coloro che prefigurano i numerosi compiti affidati, nei tempi attuali, ai membri della Curia papale”.

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