Politica: Calvani (Un. Bangkok), “le grandi sfide odierne hanno bisogno di forme di governo globale”

“Per le strade delle periferie più povere del mondo non vedo oggi alcuna grossa novità nella qualità delle sfide rispetto a quarant’anni fa, quando è cominciato il cammino dei processi di sviluppo misurabile e sostenibile. Rimangono centrali gli interrogativi sui cinque bisogni fondamentali: acqua e cibo, lavoro, educazione, salute, casa. Gli indicatori sono migliorati di molto ma oltre un miliardo di persone non ha ancora accesso agli strumenti fondamentali di difesa della propria dignità”. Lo afferma Sandro Calvani, già alto funzionario Onu, oggi docente di Politiche per lo sviluppo sostenibile presso l’Asian Institute of Technology e Webster University di Bankok (Thailandia), intervistato dal Sir sui temi della globalizzazione. Calvani sta girando l’Italia per presentare il suo ultimo libro (il 24°), “Le stelle non hanno paura di sembrare lucciole” (editrice Ave), nel quale racconta le storie di 42 persone, donne e uomini del nostro tempo a loro modo “samaritani”, che non hanno avuto paura di vivere pienamente, nonostante ostacoli e fatiche, provando a cambiare in meglio se stesse e un angolo di mondo. Per l’autore, i “fenomeni alla base dell’interdipendenza” mondiale, “come commerci internazionali e le loro regole, fonti energetiche, sistemi fiscali e destinazione dei beni comuni, diritti dell’acqua dolce, energia, cambio climatico, migrazioni, riduzione e gestione dei conflitti sono tutti fenomeni collegati tra loro di intrinseca natura globale. Ma sono anche questioni che non vengono governate a livello globale, perché i governi non cedono quel minimo di sovranità nazionale necessario per regolare e gestire questi beni comuni e minacce globali”.
Al contrario, “in troppe parti del mondo, accorgendosi della natura internazionale di molte sfide, governi e popolazioni si rifugiano in un sistema di muro contro muro, sovranismi e nazionalismi esasperati di ogni tipo che sono sconfitti e inefficaci già dal primo momento che vengono ipotizzati”. Sulla necessaria difesa del Creato, afferma: “Come scrisse San Francesco quasi mille anni fa, la Terra ci sostiene e ci governa. La Terra ha i suoi limiti planetari e non è possibile adattarli ai nostri desideri umani. Se non rispettiamo le sue regole chimico-fisiche fondamentali, la Terra non verrà a soccorrerci. Sarà l’umanità a soccombere. Certo, è urgente accorgersi di questo cambio di paradigma”.

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