Colombia: alla Javeriana di Bogotá congresso teologico “Medellín cinquant’anni dopo”. Mons. Biord Castillo, “fu momento fondativo”

Si conclude oggi all’Università Javeriana di Bogotá il congresso internazionale “Medellín cinquant’anni dopo”, organizzato dal “Grupo Iberoamericano de Teología” della Facoltà di teologia della Pontificia Università Javeriana, con la collaborazione della Scuola di teologia e Ministero del Boston College.
Ieri, nel corso della seconda giornata, il vescovo di La Guaira, Raúl Biord Castillo, vicepresidente della Conferenza episcopale venezuelana ha sottolineato: “È importante difendere la Conferenza di Medellin (1968) nell’originalità di un evento incarnato nell’opzione preferenziale dei poveri, momento fondativo della teologia latinoamericana. Partiamo dall’evento storico di Gesù e la logica dell’Incarnazione è fondamentale”. Approfondendo il ruolo attuale della teologia, mons. Biord Castillo ha aggiunto: “La teologia che ispira Papa Francesco, aiuta a correggere la Chiesa come istituzione. C’è il pericolo della tentazione di allontanarsi dal Popolo di Dio. È necessaria una conversione culturale della teologia latinoamericana, senza slegarsi dal percorso storico del popolo”.
Gli ha fatto eco il gesuita venezuelano Pedro Trigo, membro del centro di ricerca sociale Gumilla di Caracas: “Di fronte al fallimento sia del capitalismo che del socialismo, serve un nuovo progetto di partecipazione fraterna dei popoli, soggetto di una società partecipativa senza esclusione, rompendo dipendenze e assistenzialismo, dove il popolo è agente di sviluppo umano, promotore di liberazione che nasce dal Vangelo”.
Durante una pausa del congresso, il cardinale venezuelano Baltasar Porras, arcivescovo di Mérida, ha spiegato al Sir: “L’elezione del venezuelano padre Arturo Sosa come superiore generale dei gesuiti ha a che vedere non solo con il Venezuela ma con tutta l’America Latina. In Europa e Nord America si è vista l’elezione di Papa Francesco come quella di un parroco buono che non ha molta profondità di pensiero, semplicemente un buon pastore e credo che sia un errore. Francesco ha tutte le virtù della Chiesa dall’America Latina, che sono la vicinanza, la semplicità e la presenza in mezzo ai problemi. Però ha anche le riflessioni che si sono sviluppate dopo il Concilio Vaticano II nel continente”.
Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani in America Latina, commenta da Bogotá al Sir: “Sono molto felice di questo invito a partecipare ai lavori del Gruppo Iberoamericano di teologia. È un percorso di alto livello accademico che coinvolge varie generazioni di teologi con il sostegno della piattaforma della Compagnia di Gesù. I temi affrontati in questo congresso internazionale – che il prossimo anno si riunirà in Messico per la celebrazione dei 40 anni della Conferenza di Puebla – ruotano attorno alla Chiesa in uscita, che pone al centro le periferie geografiche ed esistenziali, sostenendo il percorso di riforma di Papa Francesco”.

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