Care leavers: Sos Children’s Villages, a rischio povertà ed esclusione sociale e lavorativa. Difficoltà di adattamento, di accesso ad alloggi e ad assistenza sanitaria

Povertà ed esclusione sociale e lavorativa. Questi i rischi cui sono esposti i ragazzi fuori famiglia che al compimento del 18° anno sono costretti a lasciare le comunità che li hanno accolti. E’ quanto emerge dal report “Una risposta ai care leavers: occupabilità e accesso ad un lavoro dignitoso”, approfondimento italiano dello studio internazionale realizzato da Sos Children’s Villages International in 11 paesi con il coordinamento scientifico del London University College (Ucl), presentato oggi presso la sede delle Nazioni unite a New York. Ragazzi troppo giovani (3 mila l’anno nel nostro Paese) per cavarsela da soli. In Italia, si legge nel report, “manca una normativa che permetta di accompagnare con percorsi mirati i giovani in uscita dai percorsi di accoglienza residenziale” e manca pure “un sistema omogeneo di raccolta dati che consenta un monitoraggio periodico dei minorenni fuori famiglia ed una rilevazione specifica sulla condizione dei care leavers sia in termini di scolarizzazione, professionalizzazione ed occupabilità, che per quanto riguarda le loro destinazioni una volta usciti dalla rete dell’accoglienza”. Unanime la convinzione tra i ragazzi interpellati: “18 anni è troppo presto per cavarsela da soli”. Tante le difficoltà incontrate: dispersione scolastica, difficoltà nell’accesso all’università, difficoltà di adattamento alla vita fuori dal contesto di accoglienza, mancanza di un tutor di riferimento che li supporti, difficoltà nel trovare alloggi economicamente sostenibili, scarsa dimestichezza nella gestione della casa e delle proprie finanze, scarsità di servizi di supporto offerti dalle istituzioni, difficoltà nell’accedere ad assistenza sanitaria e psicologica gratuita.

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