Arbitri minacciati: don Albertini (Csi), “paradossale che un divertimento venga associato a episodi di cronaca nera”

“Mi sembra una situazione paradossale. Quello che viene considerato come uno spettacolo, un divertimento sano e appassionato com’è il calcio viene associato ad episodi di cronaca nera che a noi inquietano sempre perché riguardano uccisioni, minacce, malavita”. Così don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico nazionale del Centro sportivo italiano (Csi), commenta il clima cupo che caratterizza in queste ore il calcio italiano dopo la denuncia del presidente dell’Associazione italiana arbitri (Aia), Marcello Nicchi, di essere destinatario, insieme al vicepresidente Narciso Pisacreta e al designatore Nicola Rizzoli, di plichi con pallottole giunti alla sede dell’Aia. Don Albertini sottolinea lo stridente contrasto con “l’applauso straordinario dell’intero Juventus Stadium davanti ad un gesto estremamente bello ed efficace com’è stato quello di Ronaldo, un avversario”. “Sentire poche ore dopo che nel calcio ci sono anche questi episodi di violenza gratuita – aggiunge – spiace tantissimo”. “Anche questo episodio fa sì che il calcio sia davvero uscito dagli schemi di quello che doveva essere, per il quale era nato e per il quale è capace ancora di muovere tante persone che è la sua bellezza, la sua spettacolarità”. “Credo anche – conclude – che certe violenze siano fomentate da chi dovrebbe cercare di tenere gli animi un po’ più calmi”.

Il Csi è un ente di ispirazione cristiana per la promozione dello sport di base che conta un milione e 200mila iscritti.

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