Albania: la protesta contro l’introduzione del pedaggio nelle autostrade. I vescovi, “sostegno alla protesta pacifica”

(Foto: AFP/SIR)

“Esprimiamo sostegno alla protesta pacifica dei cittadini per i loro diritti, ma condanniamo ogni episodio di violenza”. È quanto sottolineano i vescovi albanesi in una nota diffusa ieri sera mentre era in corso una nuova protesta contro l’introduzione del pedaggio sulla tratta autostradale che collega Tirana con il Kosovo. Durante le manifestazioni sono stati bruciati i caselli autostradali a Kukes, comune al confine con il Kosovo. E, ancora una volta, si sono ripetuti gli scontri tra cittadini e polizia. “Rivolgiamo un appello al governo – afferma oggi al Sir mons. Gjiergj Meta, vescovo di Rrëshen e segretario generale della Conferenza episcopale albanese – perché faccia di tutto per tutelare i ceti poveri e per sanare l’abisso che sta crescendo tra poveri e ricchi in Albania”. Il pedaggio che parte da 2,5 euro per le moto, fino a 22,5 euro per gli automezzi, è stato introdotto da una società privata che ha avuto in concessione la manutenzione della tratta. Pochi giorni fa contro il pedaggio hanno protestato anche le imprese del Kosovo che hanno rapporti commerciali con l’Albania, chiedendo la sua riduzione.

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