Azione cattolica: Alici (filosofo), popolo e santità “feriale”, “fatta di preghiera, mitezza, audacia e fervore, gioia e persino senso dell’umorismo”

Nella sua relazione al convegno di Azione cattolica in corso a Roma, Luigi Alici ha infine proposto tre “possibili percorsi di approfondimento del discorso” sul popolo, a partire dalla “Gaudete et exultate”. “Anzitutto, dobbiamo tornare a percorrere in modo nuovo la via della persona: riconoscere e onorare la sua dignità infinita e senza prezzo, che parla il linguaggio della trascendenza e insieme della fragilità, che invoca l’assoluto del rispetto e lo straordinario della misericordia”. In secondo luogo, “dobbiamo percorrere la via che sa articolare le differenze e attraversare i conflitti”. In questa direzione, “è difficile promuovere un’idea generica di popolo, che non sappia riconoscere la cellula familiare e lo spazio pubblico della città e dello Stato […] Azzerando queste articolazioni intermedie, la vita pubblica diventerebbe, e sta già diventando, una prateria in cui le multinazionali possono spadroneggiare indisturbate su una società fatta solo di produttori e consumatori”. Infine, ha proposto il filosofo, “dobbiamo ricominciare a percorrere la via del bene che accomuna e che comincia sempre da una semplice domanda: che cosa c’è tra noi? […] Forse la sfida di Agostino è ancora attuale: l’amore è il nome più alto della giustizia; la precede in quanto capace di generare di concordia e la riscatta, senza sconfessarla, in quanto capace di rigenerare la discordia. Se i popoli, oggi più che mai, hanno bisogno di un supplemento di anima, occorre ritrovare il cuore del popolo, della res populi, nella trascendenza del bene”.
E un richiamo finale: “Forse l’ingrediente più semplice e prezioso, indispensabile per quest’opera di testimonianze personale e associativa, è proprio quella santità feriale, che Papa Francesco ci chiama a riscoprire come un cammino comunitario, fatto di preghiera costante, di pazienza e mitezza, di audacia e fervore, di gioia e persino senso dell’umorismo. Una santità popolare, che comincia dalla porta accanto, è il primo passo – e forse anche l’ultimo, quello decisivo – per farci ritrovare una voglia di cielo con cui redimere i nostri piccoli sogni di terra”.

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