Primo maggio: Unione italiana ciechi e ipovedenti, “Il lavoro come strumento di inclusione sociale e uguaglianza”

“Il lavoro è sicuramente il mezzo più nobile ed efficace di inclusione e di uguaglianza dei cittadini; al contrario, l’esclusione e la discriminazione fondate sul pregiudizio, costituiscono ragione di conflitto sociale e offendono la dignità delle persone” commenta in una nota Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, che, in occasione della festa del primo maggio ribadisce il proprio sostegno e la propria vicinanza ai disabili visivi e a tutto il mondo della disabilità. L’Uici, attiva dal 1920, è costantemente impegnata nell’individuazione di nuove attività lavorative per offrire opportunità ai giovani disabili visivi che devono inserirsi nel mondo del lavoro e a tutte le persone che, a causa della perdita parziale o totale della vista, si trovano nell’impossibilità di continuare a svolgere la propria professione.
“Mutare la condizione di disabilità e la sua percezione da fattore di handicap in risorsa preziosa – spiega Barbuto – è un passo fondamentale per accrescere l’inclusione e favorire uno sviluppo economico e un progresso sociale più equo ed equilibrato. L’innovazione tecnologica consente a ciechi e ipovedenti di occuparsi di un numero sempre più ampio di mansioni, superando gli stereotipi che li vogliono impegnati esclusivamente in professioni come quelle del centralinista o del fisioterapista. Crediamo sia tempo di agire a fondo anche a livello istituzionale per restituire diritti e dignità alle persone con disabilità, in linea con quanto previsto dalla Costituzione italiana in materia di uguaglianza e di pari opportunità”.
Proprio allo scopo di promuovere nuove opportunità di impiego, la direzione nazionale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti è in procinto di indire un bando che mette a disposizione risorse economiche volte al finanziamento di progetti lavorativi che coinvolgano persone colpite da disabilità visiva. L’iniziativa, che sarà avviata grazie ai fondi raccolti con la lotteria nazionale Louis Braille del 2017, mira a stimolare, sostenere e promuovere nuove proposte tese alla realizzazione di imprese innovative realizzate da non vedenti in forma singola o associata. Il bando di gara metterà a disposizione 95 mila euro complessivi, 25 mila dei quali destinati a 10 progetti presentati da singoli partecipanti e 60 mila a 3 progetti proposti da singole imprese. I restanti 10 mila euro verranno utilizzati per la remunerazione dei consulenti e per la realizzazione dell’evento pubblico in cui verranno presentati i progetti. Per partecipare alla gara e godere del finanziamento, è necessario che le società siano costituite da meno di 24 mesi o in fase di costituzione e composte per almeno il 51% da lavoratori ciechi o ipovedenti.
Con l’indizione del bando di gara, l’Uici vuole anche sollecitare i datori di lavoro pubblici e privati a mantenere atteggiamenti aperti e ricettivi verso coloro che, pur in presenza di disabilità, si avvicinano al mondo delle professioni.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo