Commissione Ue: “fake news minacciano democrazia e società”. Campagne per influenzare la politica

(Bruxelles) “La disinformazione come strumento di influenza politica non è una novità. Le nuove tecnologie, in particolare quelle digitali, ne hanno ampliato la risonanza attraverso la rete per minare la nostra democrazia e la nostra società. Poiché la fiducia online è facile da distruggere e difficile da ricostruire, l’industria deve collaborare con noi in questo ambito. Le piattaforme online hanno un ruolo importante nel contrastare le campagne di disinformazione organizzate da persone e Paesi che intendono indebolire la nostra democrazia”. Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione e responsabile per il mercato unico digitale, usa parole prudenti per indicare gravi rischi per la democrazia in Europa, considerando anche le influenze dall’estero: e il pensiero va alla Russia. Per dare risposta a questi problemi legati alle fake news, la Commissione propone una serie di misure “volte a contrastare la disinformazione online”. Si parte da un codice di buone pratiche sul tema della disinformazione: “entro luglio, come primo passo, le piattaforme online dovrebbero mettere a punto e applicare un codice comune di buone pratiche con l’obiettivo di garantire trasparenza circa i contenuti sponsorizzati, in particolare per quanto riguarda i messaggi pubblicitari di natura politica”.
In secondo luogo si sostiene la necessità di “una rete europea indipendente di verificatori di fatti: la rete stabilirà metodi di lavoro comuni, scambierà le migliori pratiche e opererà per conseguire la più ampia copertura possibile di correzioni fattuali in tutta l’Ue”. Terzo: una piattaforma online europea “sicura sulla disinformazione che supporti la rete dei verificatori di fatti e i ricercatori del mondo accademico raccogliendo e analizzando dati a livello transfrontaliero, nonché dando loro accesso a dati riguardanti l’intera Unione europea”. Quarto, promozione dell’alfabetizzazione mediatica: “una maggiore alfabetizzazione mediatica aiuterà gli europei a riconoscere la disinformazione online e ad accostarsi con occhio critico ai contenuti online”. Quinto: “sostegno agli Stati membri nel garantire processi elettorali solidi contro minacce informatiche sempre più complesse, fra cui la disinformazione online e gli attacchi informatici”. E ancora: “promozione di sistemi di identificazione online volontari”; “sostegno all’informazione diversificata e di qualità”.

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