Alfie Evans: mons. Bresciani (S. Benedetto del Tronto), “perché proibire ai genitori di portarlo a casa o in un altro ospedale?”

“Sono sorpreso dalla tracotanza dei medici e del giudice nei confronti della famiglia e del bambino”. Così il vescovo di San Benedetto del Tronto, mons. Carlo Bresciani, commenta gli ultimi sviluppi della vicenda del piccolo Alfie Evans in un’intervista pubblicata sul sito del settimanale diocesano “L’Ancora”. “I medici affermano che non c’è più nulla da fare nei suoi confronti, che è ormai destinato a morte imminente – osserva il presule -. Lo do per vero anche se i fatti l’hanno smentito: ma perché allora non permettere alla famiglia di portarselo a casa e volerlo trattenere a forza in ospedale? Credo che ognuno abbia il diritto di morire a casa propria e che i genitori possano portare il proprio figlio a morire a casa propria!”. “Se i genitori lo vogliono e c’è un altro ospedale disposto ad accoglierlo – prosegue Bresciani -, perché proibire di portarlo lì, oltretutto senza alcuna spesa per la sanità inglese? Spetta ora al giudice decidere in quale ospedale dobbiamo essere ricoverati a forza?”. L’impressione del vescovo “è che si tratti di una lotta ideologica impostata non tanto sui criteri medici” quanto su “giudizi e pregiudizi ideologici a favore dell’eutanasia di malati gravi”.

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