San Marco: mons. Moraglia (Venezia), “il catecumenato è esodo spirituale che segna il passaggio dall’esteriorità all’interiorità”

“Il Vangelo di Marco è un cammino personale, una sorta di ‘manuale’ del catecumeno che conduce al battesimo. Il catecumenato è un percorso simile a un esodo spirituale che segna, per ogni discepolo, il passaggio dall’esteriorità all’interiorità”. Lo ha detto questa mattina il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, che presieduto la messa nella solennità del patrono della città, san Marco evangelista, nella basilica a lui dedicata. “Quello di Marco è il Vangelo più breve e si caratterizza per uno stile essenziale e una forma, talvolta, rude; è il Vangelo per chi proviene dal paganesimo”, ha aggiunto mons. Moraglia, che ha indicato una precisa domanda posta dall’evangelista. “Marco chiede a chi si accosta al suo Vangelo di andar oltre la conoscenza teorica perché non basta leggere o far l’esegesi di un testo; sarebbe addirittura fuorviante leggerlo male e cioè far dire alla Parola quello che uno porta già in sé”. Secondo il patriarca, quello di Marco è “una sorta di guida per catecumeni che, passo dopo passo, vengono accompagnati al fonte battesimale”. Un “cammino del discepolato” secondo cui “si diventa discepoli entrando nell’interiorità, andando oltre una comprensione dell’evento cristiano che sia solo esteriore – ossia umana, psicologica e sociopolitica – per giungere alla conoscenza interiore di Gesù attraverso un reale ascolto della Parola, entrando nella storia della salvezza, lasciandoci condurre dalla Parola e non conducendola noi”. Quindi, il cammino che propone Marco è “un esodo del cuore, un esodo interiore ma non per questo meno reale”. Infine, uno sguardo sull’attualità e una “preghiera ardente” per “il nostro Paese”, affinché “sappia discernere e, quindi, percorrere le strade, oggi necessarie, per vivere nel bene comune, nella giustizia e nella pace”.

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