Nigeria: attacco a una chiesa. Don Alumuku (Abuja), “c’è una paura grande”. I fulani “vogliono portare l’islam dal nord fino all’oceano”

“C’è una paura grande”. Così don Patrick Alumuku, direttore della comunicazione dell’arcidiocesi di Abuja, in Nigeria, descrive a Vatican News lo stato d’animo della popolazione dopo quanto successo ieri nella parrocchia di Sant’Ignazio di Ukpor-Mbalom nel villaggio di Mbalom, nella Gwer East Local Government Area nello Stato di Benue. Due sacerdoti e una ventina di fedeli, tra cui dei catechisti, sono stati uccisi da un gruppo armato. “Ho visto la pagina Facebook di uno dei sacerdoti uccisi. Qualche mese fa – ha raccontato – aveva scritto: ‘Ho grande paura, sto vivendo nella paura. I fulani stanno intorno a noi, portano le loro mucche attorno alla mia chiesa e non so cosa fare’. Ed è stato ucciso. L’altro sacerdote stava in un’altra parrocchia che è stata chiusa a causa di questa situazione. Ha dovuto cercarsi un posto, ed è andato nella parrocchia dove ieri è stato ucciso”. Da alcuni anni si sta producendo nell’area un’escalation di violenza: “Negli ultimi due-tre anni – spiega don Alumuku – la zona di Benue, dove i cristiani sono il 95%, è stata attaccata da un gruppo di terroristi del nord che sono musulmani”. “L’idea, il sistema, il metodo sono gli stessi di Boko Haram”, aggiunge, evidenziando che “si tratta di pastori che vengono ad occupare la zona perché è molto fertile. Portano le greggi. Stanno attaccando villaggio dopo villaggio, stanno uccidendo le persone”. “Questo – osserva don Alumuku – è un massacro a livello internazionale di cui nessuno parla”. Il sacerdote conferma che bande di pastori di etnia fulani si stanno trasformando in gruppi terroristici: “Credono di avere la missione di portare la religione dell’islam dal nord fino all’oceano”. “C’è un gruppo che si chiama ‘Myetti Allah’, il nome vuol dire ‘I messaggeri di Dio’”, continua. “Hanno fatto conferenze pubbliche dicendo che devono conquistare quella parte del Paese”. “Dopo l’uccisione dei sacerdoti ieri, stanotte hanno ucciso ancora una trentina di persone in un altro villaggio dello stesso Stato di Benue. Il presidente Buhari, che in questi giorni è in Gran Bretagna per la conferenza del Commonwealth, in un’intervista ha detto che i militari venuti dalla Libia hanno portato le armi in Nigeria”. “Ma – accusa il sacerdote – la domanda è: se uno viene da fuori e si continua ad uccidere giorno dopo giorno, perché non mandare i militari locali a fare qualcosa, ad arrestare la situazione?”.

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