25 Aprile: Tv2000 ricorda la strage nazista alla Certosa di Farneta dove vennero fucilati 12 monaci di clausura

A Farneta, a pochi chilometri da Lucca si è consumata nel 1944 la fucilazione di 12 monaci e circa 50 rifugiati assassinati senza pietà dall’esercito tedesco in ritirata per l’avanzata degli alleati. Una strage dimenticata. Il Tg2000, il telegiornale di Tv2000, la ricorda con un reportage a cura di Cristiana Caricato nel giorno in cui si celebra la Festa della Liberazione. La vaticanista del Tg2000 attraverso riprese fatte sui luoghi della strage e il racconto del giornalista Luigi Accattoli, autore di un libro su questo tema, ripercorre una delle pagine più drammatiche nella secolare storia della Certosa di Farneta.
Nella notte tra il 1 e il 2 settembre del 1944 i tedeschi sono in ritirata. Arrivano a Pisa pronti per conquistare Lucca. Nella Certosa sono rifugiati un centinaio di ricercati, prevalentemente giovani fuggiaschi dalla leva, partigiani che hanno perso il contatto con le loro divisioni, antifascisti delle città vicine, quattro ebrei. Le persone più note, più importanti sono vestite da monaci e sono nel monastero, gli altri rifugiati sono nelle stalle, nei fienili, all’interno del complesso molto vasto della Certosa. “Il rastrellamento dei monaci e dei rifugiati – ricorda Luigi Accattoli – avviene tra le 23.30 e mezzanotte e mezzo. I monaci vengono portati nel parlatorio, che è una stanzetta che sta poco dopo il portone d’ingresso sulla sinistra, i rifugiati vengono ammassati in un cortile, vengono messi lungo la parete di fondo e tenuti sotto tiro, sotto la minaccia di una mitragliatrice, man mano che ne vengono trovati nella stalla, nei fienili e nelle varie zone della Certosa. Così anche i monaci nel parlatorio sono costretti in un piccolissimo ambiente. Sono molto spaventati, naturalmente non sanno quello che sta per succedere, si danno l’assoluzione l’uno con l’altro e pregano. Così passano gran parte della notte fino al mattino quando avviene il trasferimento”.
I prigionieri vengono trasportati a Nocchi di Camaiore, rinchiusi nel magazzino di un frantoio e dopo alcuni giorni fucilati nei pressi di Massa Carrara. I primi due monaci moriranno il 7 settembre, gli altri 10 saranno assassinati tre giorni dopo. Uccisi perché avevano dato rifugio a ebrei, partigiani, ma anche povera gente.
“Utilizzando una categoria che è stata introdotta da Paolo VI – conclude Accattoli – possiamo considerare questi 12 certosini martiri della carità”.

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