Migrazioni: Tajani (Parlamento Ue) incontra l’Alto commissario Onu per i Rifugiati. “Proteggere chi fugge da guerre e persecuzioni”

(Bruxelles) Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha incontrato oggi a Bruxelles l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi. “Ho espresso pieno apprezzamento e ho ribadito il nostro pieno sostegno all’Alto commissariato per il ruolo che svolge a difesa dei rifugiati che, in tutto il mondo, sono costretti ad abbandonare le proprie case in cerca di protezione e asilo, fuggendo guerre, violenza e persecuzioni”, commenta Tajani. Il Parlamento europeo, “nel quadro del prossimo bilancio Ue, sostiene la necessità di aumentare i fondi per fare fronte alla crisi migratoria, aumentando anche le dotazioni per la gestione e l’integrazione dei rifugiati, compreso il sostegno all’azione sul campo dell’Unhcr”. Il Parlamento “chiede molte maggiori risorse da investire in Africa. Da un lato per governare meglio i flussi migratori nei paesi del Nord Africa e del Maghreb e per gestire le domande di asilo e di rimpatrio già nei Paesi di transito, evitando migliaia di morti nel deserto o nel Mediterraneo. Dall’altro attraverso un Piano Marshall per il continente africano che il prossimo bilancio Ue dovrebbe sostenere con 40 miliardi di euro con l’obiettivo di stabilizzare l’economia, riducendo le incertezze e la povertà che spingono le nuove generazioni di africani lontano dai propri Paesi”.
In merito alla riforma del sistema europeo dell’asilo, “ho avuto modo di illustrare all’Alto rappresentante il ruolo guida del Parlamento europeo, che ha già approvato tutte le proposte di riforma. Ora ci attendiamo che il Consiglio adotti le misure al più presto, con particolare attenzione alla riforma del sistema di Dublino”. Tajani prosegue: “Ci siamo trovati d’accordo sull’urgenza di un’azione europea e internazionale più incisiva nella crisi siriana. Le conseguenze di questa crisi umanitaria sono drammatiche innanzitutto per il popolo siriano, ma fanno sentire il proprio effetto destabilizzante nell’area mediterranea, balcanica e nell’Europa intera”.

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