Lavoro: mons. Pennisi (Monreale), “necessario un patto sociale” con “una strategia per il Mezzogiorno”

“La quantità, qualità e dignità del lavoro è la grande sfida dei prossimi anni per la nostra società per umanizzare il lavoro. È necessario un nuovo patto sociale per il lavoro, che sappia creare occupazione e sviluppare veramente l’Italia con un progetto per il Paese e con una strategia specifica per il Mezzogiorno”. Lo ha detto oggi mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, intervenendo al convegno “Il lavoro che vogliamo – libero, creativo, partecipativo e solidale”, che riprende il tema dell’ultima Settimana sociale, organizzato dalla diocesi a Carini (Palermo). “Nella nostra società il lavoro ancora oggi si associa troppo spesso a problemi e difficoltà: pensiamo alla frustrazione e alla delusione dei giovani che non riescono a trovare un’occupazione attraverso cui esprimere il proprio talento; all’angoscia dei cinquantenni che perdono quel lavoro a cui hanno dedicato gran parte della loro vita; alla sofferenza dei tanti sfruttati e mal pagati, privati dei loro diritti e della loro dignità – ha aggiunto il presule -. Una dimensione problematica deriva dal nodo di questioni connesse al lavoro femminile e alle sue implicazioni sulla vita familiare”. A fronte di ciò, il presule ha ribadito la “necessità” di un “lavoro degno” che “trovi un’effettiva attuazione per la promozione della dignità della persona umana e della legalità”, creando “luoghi trasparenti per realizzare relazioni basate sul senso di giustizia e di eguaglianza nelle opportunità”. Allargando l’analisi sulla realtà siciliana, mons. Pennisi ha sostenuto che “il territorio della nostra diocesi e la Sicilia per rialzarsi necessita di risorse e progetti, di imprenditorialità e iniziative volte a promuovere il lavoro, bloccando l’esodo di tanti giovani”. “Non basta indignarsi bisogna anche impegnarsi”. “Oggi vogliamo sollecitare uno sforzo corale capace di coinvolgere la comunità ecclesiale, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, gli ordini professionali e i pubblici poteri per attivare buone pratiche e per avanzare delle proposte che possano stimolare, ai vari livelli, la capacità di tutta la nostra società per alleviare i gravi problemi che la affliggono e dare speranza soprattutto alle giovani generazioni”.

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