Gioco d’azzardo: Simeone (esperto), con circolare su distanze da luoghi sensibili “Amministrazioni dello Stato parte attiva per urbanizzazione socialmente sostenibile”

“Ora siamo ad un bivio. Il ministero dell’Economia, che per troppi anni ha esercitato un potere incontrastato nella diffusione oltremodo dell’offerta di azzardo, deve fare i conti con un’altra parte dello Stato, il ministero dell’Interno e le sue diramazioni, Prefetture e Questure”. Lo sostiene, in un’intervista al Sir, Attilio Simeone, coordinatore del Cartello “Insieme contro l’azzardo”, a proposito della circolare del ministero dell’Interno con indicazioni operative su distanze minime da luoghi sensibili di sale gioco, sale Bingo e licenze per attività di scommesse. La competenza in tema di autorizzazione spetta al Questore. La novità, rispetto al passato, sta nel fatto che il Questore è chiamato a verificare non solo la sussistenza dei requisiti stabiliti dalla legislazione di polizia, ma anche da altre fonti normative, quindi il rispetto delle distanze minime stabilite da leggi e regolamenti comunali e regionali. “È importante rilevare che, seppur nella gerarchia delle fonti normative la circolare si ponga come atto di indirizzo interno ad una Amministrazione, nel caso specifico, invece, funge da raccordo tra la ‘normativa’ nazionale, opportunamente frammentata, e la normativa regionale nonché la disciplina regolamentare degli enti locali – afferma Simeone -. Questa, a mio modesto avviso, è il vero punto forte della circolare: impone alle Amministrazioni dello Stato di comunicare e di essere parte attiva in un processo di urbanizzazione delle città socialmente sostenibile”.
Per il coordinatore di “Insieme contro l’azzardo”, “i sindaci ora non hanno più alibi. Lì dove c’è una disciplina regionale e comunale, questi hanno il dovere di attivarsi. La circolare ha attributo a questi un ruolo attivo. Vigileremo e soprattutto interverremo in tutte quelle situazioni in cui proprio i sindaci non comunicheranno ai Questori in tempo utile il rispetto delle distanze dai luoghi sensibili”.

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