Famiglia: oggi in Vaticano si conclude il primo congresso internazionale italo-luso-brasiliano di diritto

Si conclude oggi, in Vaticano, a San Calisto, il primo congresso internazionale italo-luso-brasiliano di diritto, intitolato alla memoria del giurista Arnaldo Meira (1944-1995), sul tema “Sfide della famiglia nel secolo XXI”. L’iniziativa è organizzata dalla Facoltà di Diritto dell’Università di Lisbona, dall’Istituto Silvio Meira, dalla Confederazione nazionale associazioni della famiglia (Cnaf), dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita della Santa Sede, con la Pontificia Accademia per la vita (Pav). Ieri, aprendo i lavori, mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pav, ha sottolineato che “l’individualismo è un virus che sta indebolendo sempre più quel ‘noi’ originario che rendeva ragione della famiglia intesa nella sua dimensione anche istituzionale”. Secondo Paglia, “anche la cultura giuridica sta spingendo verso il primato dell’individuo. La libertà del singolo è percepita a servizio della felicità di colui che ne gode”. “Ovviamente non è in questione la conquista tutta moderna – anche per l’influsso del cristianesimo – del valore dell’individuo e dei suoi diritti. Ma quando i diritti dell’individuo prevalgono sugli altri diritti – quelli del ‘noi’, compresi quelli della famiglia – siamo sulla china di una patologia che incrina la stessa convivenza sociale”. Per Paglia, “procedere all’elaborazione di una nuova cultura della famiglia senza coinvolgere le donne è illusorio: le donne oggi non accettano più nulla di cui anch’esse non facciano parte, e parte costruttiva”. Ma serve “una nuova alleanza” tra uomo e donna “perché se il rapporto tra di loro funziona, la famiglia funziona, tutta la società ne trae beneficio”.
Sempre in apertura dei lavori, padre Alexandre Awi Mello, segretario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, ha rimarcato l’importanza di un “approccio interdisciplinare su un tema così cruciale per il futuro di ogni nazione”. “L’uomo ha bisogno della donna, la paternità ha bisogno della maternità, il figlio del padre e della madre. Essere nelle condizioni familiari e sociali per poter comprendere le nostre origini, da dove veniamo e chi siamo è pre-condizione per poterci donare agli altri, per amare. Un diritto che vuole definirsi autentico non può non tenerne conto”. Padre Awi Mello ha auspicato la creazione di un “contesto di giustizia, all’interno delle relazioni familiari e all’esterno della famiglia, necessario per salvaguardare e proteggere quei legami originari e profondi che strutturano l’identità di ogni essere umano, piuttosto che per assecondare desideri individuali autoreferenziali, che tendono a distruggere i legami e a creare solitudine all’interno delle nostre società”.

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