Consiglio d’Europa: Nicoletti, “assemblea parlamentare foro di dialogo politico per costruire ponti tra popoli e governi”

Il presidente Apce Nicoletti con il vice segretario generale CdE Battaini-Dragoni

(Strasburgo) “La nostra Assemblea non è un campo di battaglia in cui si affrontano interessi nazionali. È al contrario un foro di dialogo politico per costruire ponti tra popoli e governi, nel cui ambito i parlamentari di tutta Europa difendono il bene comune, ossia i valori fondamentali dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto in quanto mezzi concreti per prevenire i conflitti e mantenere la pace sul continente”: così si è espresso Michele Nicoletti, presidente dell’Apce (Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa) nel suo discorso di apertura della sessione primaverile a Strasburgo. I lavori hanno preso avvio ieri e si concluderanno venerdì. “I padri fondatori del Consiglio d’Europa hanno preso la decisione veramente lungimirante di istituire la nostra Organizzazione in quanto meccanismo multilaterale internazionale per prevenire le guerre sul continente europeo e consentire ai suoi popoli di vivere insieme e cooperare pacificamente. Hanno trovato il coraggio di mettere da parte i disaccordi e le differenze”, ha affermato Nicoletti, “e di gettare le basi per la creazione di una casa comune europea fondata sulla protezione dei diritti umani secondo una norma uniforme per tutti, in cui il pluralismo e la libertà politica proteggano dal totalitarismo e dall’avanzata del populismo”. Nicoletti è all’ultima sua partecipazione all’Apce. Il discorso di Nicoletti giunge in un momento non semplice per il CdE, fra divisioni degli Stati membri, difficile situazione di Paesi come Russia e Turchia e problemi di bilancio.
Ieri il Gruppo di indagine esterno indipendente sulle accuse di corruzione in seno all’Assemblea ha presentato il suo rapporto all’Ufficio di presidenza dell’Apce. Al termine della riunione, il Bureau ha reso pubblico il rapporto. L’Apce si occuperà, fino al 27 aprile, di lotta alla criminalità organizzata attraverso la confisca di proventi illeciti, il contrasto al finanziamento del gruppo terroristico Daesh, la guerra ibrida e le sue sfide in materia di diritto e di diritti umani. Un dibattito congiunto affronta i temi della tutela dell’integrità editoriale e dello status dei giornalisti. Figurano inoltre all’ordine del giorno il ruolo del Consiglio d’Europa in Libia, un rapporto sui bisogni umanitari degli sfollati interni e un rapporto sull’attuazione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Sono state presentate richieste per un dibattito con procedura d’urgenza su “L’ascesa dell’antisemitismo, dell’islamofobia e della xenofobia in Europa: una minaccia per i valori europei” e per dibattiti d’attualità su “la Dichiarazione di Copenaghen: valutazione e follow-up” e su “L’elezione illegittima del presidente della Federazione russa nel territorio temporaneamente occupato della Repubblica autonoma di Crimea: una violazione dei diritti umani”.

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