Bolivia: La Paz, iniziata la Settimana sociale sul narcotraffico. Chiesta maggiore mobilitazione a Governo e società

È dedicata alle piaghe del narcotraffico e della tossicodipendenza la Settimana sociale promossa dalla Conferenza episcopale boliviana (Ceb), che ha preso il via ieri a La Paz e proseguirà fino a domani. “Coltivando la vita e riscattando la dignità” è il titolo della Settimana sociale, che ieri è stata presentata dalla Chiesa boliviana nel corso di una conferenza stampa. Il segretario generale della Ceb, mons. Aurelio Pesoa, ha detto in apertura della conferenza stampa: “Pensiamo che la vita sia importante, debba esser coltivata e custodita”, anche perché in molti casi quella stessa vita “può essere perduta”.
Heydi Campos, segretaria esecutiva della Pastorale sociale Caritas della Chiesa boliviana, ha aggiunto: “Quest’anno abbiamo pensato di approfondire una problematica che ci preoccupa molto e chiede la nostra mobilitazione. L’obiettivo è informare e sensibilizzare sulle conseguenze che il narcotraffico e la tossicodipendenza hanno nella nostra società, ma anche cercare risposte per un’attenzione degna e adeguata per le vittime della droga”.
Ieri, nel corso della prima giornata della Settimana sociale, è stata riproposta e approfondita la lettera pastorale che l’Episcopato boliviano aveva pubblicato proprio sul tema del narcotraffico. Il dibattito ha approfondito la catena del narcotraffico, ma anche i temi dell’amministrazione della giustizia e della pastorale carceraria e sulla giustizia. Heydi Campos ha parlato di una responsabilità che “coinvolge tutta la popolazione”, riflettendo che per sconfiggere le reti del narcotraffico è necessario uno sforzo non solo a livello nazionale ma di tutto il Sudamerica. Mons. Pesoa ha messo in evidenza che da parte del Governo “ci sono progressi nella lotta al narcotraffico in termini organizzativi, ma la percezione è che le cose non stiano andando meglio. La percezione è che bisogna agire con più insistenza, siamo visti come un Paese di narcotrafficanti, è uno stigma che ci portiamo dietro e dev’essere superato”.

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