Siria: il dibattito alla Camera dopo l’intervento di Gentiloni

Il dibattito che si è svolto alla Camera dei deputati dopo l’intervento del presidente del Consiglio sull’azione militare di Usa, Gb e Francia in Siria, ha sostanzialmente confermato le posizioni che erano stato espresse a caldo dai principali partiti. Il M5S, per bocca di Giulia Grillo, pur manifestando “la volontà di voler restare sotto l’ombrello dell’Alleanza Atlantica”, ha auspicato che “l’Unione europea sappia mostrarsi coesa e compatta” e che “soprattutto l’Onu torni ad essere il tavolo al centro del quale portare le controversie internazionali e individuare le rispettive risoluzioni che devono essere diplomatiche e non militari, di pace e non di guerra”. La Lega, con Guglielmo Picchi, ha rinnovato la sua preoccupazione per il rapporto con la Russia, che è “un partner” che deve collaborare “su tutti i dossier internazionali”. Il che non vuol dire – ha aggiunto l’esponente della Lega – che “se noi dovessimo essere chiamati a una scelta di campo, non saremmo fedeli alla nostra Alleanza atlantica”, ma “quando i nostri alleati sbagliano vogliamo dirlo con forza: non sono le bombe che possono portare la pace in Siria”. Il Pd, intervenuto con Piero Fassino, ha espresso pieno sostegno alla posizione di Gentiloni. “Condividiamo la scelta di non essere stati partecipi e operativi dell’intervento militare – ha detto – non per un venir meno alla solidarietà con i Paesi alleati, ma perché sempre l’Italia ha perseguito e sostenuto una soluzione politica e negoziale”. Pensare che la “tragedia che da sette anni martirizza la Siria” possa essere superata “con le armi, è pura velleità”. Per Forza Italia, Valentino Valentini ha giudicato quelle del presidente del Consiglio “parole ispirate a prudenza, a equilibrio, ma forzatamente limitate” dal fatto che “il Governo non sia nella pienezza dei suoi poteri”. Dopo aver apprezzato il richiamo alla “scelta di campo occidentale”, il rappresentante di Forza Italia ha affermato che la Russia deve essere vista come “partner strategico e non come avversario” ed è “il solo Paese in grado di condizionare le scelte di Damasco”. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, “in nome dell’interesse nazionale italiano” ha ribadito “la sua assoluta contrarietà ad ogni azione militare unilaterale, anche se viene giustificata con l’idea delle ragioni umanitarie e anche se viene compiuta dai nostri storici alleati”. Per Liberi e Uguali, Federico Fornaro ha detto “con forza ‘no’ all’avventurismo militare privo di strategie politiche e diplomatiche per gestire il dopo”. Domani i due rami del Parlamento si riuniranno i seduta comune per eleggere un giudice costituzionale e due membri del Consiglio superiore della magistratura.

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