Caritas: card. Bassetti, “rimettere in moto la speranza” contro “sfide vertiginose” che ci attendono

Tutela dell’ambiente, distribuzione equa delle risorse della terra, diritto alla salute, alla casa, al lavoro: sono le “vertiginose” sfide  che ci attendono secondo il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e  presidente della Cei, che ne ha parlato oggi al 40° Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso dal 16 al 19 aprile ad Abano Terme, sul tema “Giovane è…una comunità che condivide”. In Italia, ad esempio, “vi sono i valori, fondati sul rispetto della dignità della persona, che hanno permesso al nostro Paese di affrontare le crisi più difficili; essi sono, per di più, il cardine di una crescita economica – in un passato non così lontano – fra le più sorprendenti del mondo. Uno sviluppo tanto più solido e forte quanto più inclusivo e capace di esprimere la cultura solidale del nostro Paese”.  Il cardinale Bassetti ha fatto notare “che la scala globale indebolisce fortemente le strutture solidali. D’altra parte, è un inganno dire che queste strutture saranno salvaguardate isolando le nazioni le une dalle altre, difendendosi dagli altri, perché l’isolamento è impossibile, e perseguirlo è estremamente pericoloso dal punto di vista degli equilibri internazionali”. “Occorre mettere in moto la speranza – ha esortato il card Bassetti -: l’umanità nel suo insieme è capace di dare risposte coerenti alle sfide che la riguardano: il movimento ecologico ne è l’esempio più lampante e, nonostante le opposizioni, sta segnando importanti passi avanti. È stato chiarito il rapporto inestricabile fra equilibrio ecologico e distribuzione equa delle ricchezze della terra. Davvero o ci si salva tutti insieme o non si salva nessuno”. “Non facciamoci paralizzare dalla misura vertiginosa delle sfide – ha concluso -. E’ molto importante il lavoro che Papa Francesco ha iniziato con i movimenti popolari: terra, casa, lavoro. Sfide globali che troveranno la loro soluzione su scala globale. Ad esse va aggiunta, almeno, la sfida sul diritto umano alla salute, con la accresciuta capacità scientifica e tecnologica di intervento terapeutico, ma da costi che rischiano di mettere in crisi interi sistemi sanitari nazionali”.

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