Vino: nel mercato mondiale avanzano Russia, Cina e Giappone. Stabile l’Europa

Per i vini italiani sta cambiando completamente il mercato internazionale. Stabili alcune delle mete europee oppure alcuni canali tradizionali di vendita, in forte crescita altri mercati e altri canali. Fra i “movimenti” più importanti, quelli segnalati da Alleanza delle cooperative agroalimentari che nel corso di Vinitaly 2018 ha spiegato come “per i vini italiani le esportazioni si spingono sempre più verso l’Oriente con una crescita a due cifre e buone prospettive di ulteriore espansione a cominciare dalla Russia, dove il nostro export ha registrato un +43% in volume, passando dai 77 milioni di euro di fatturato del 2016 ai 111 del 2017. Stabili, invece, mercati come il Regno Unito, la Germania e gli stessi Stati Uniti”. L’analisi delle coop è stata svolta sugli ultimi dati rilevati da Ismea e riflette una tendenza generale: i mercati che contano si spostano dall’Europa. Oltre alla Russia, poi, le cooperative giudicano molto interessante il Giappone. In questo caso “c’è attesa per l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio” visto che le esportazioni italiane hanno già registrato un discreto aumento, passando da 150 a 162 milioni di euro nel 2017 (+7,9%). E sempre scorrendo la classifica dei principali Paesi in cui l’Italia esporta i suoi vini, Alleanza delle cooperative segnala la crescita a due cifre anche della Cina, che nel confronto 2017/2016 ha registrato un ulteriore 28,7% di incremento in valore e un +25,9% in volumi.
Ma anche oltre l’Oceano Atlantico le cose non vanno male, anche se non crescono. In questo caso, le cooperative non segnalano – per ora –, pericoli imminenti per le esportazioni di vino italiano negli Stati Uniti. Anche se alcune difficoltà derivano dal rapporto Euro/Dollaro. Ma in ogni caso, viene spiegato, “gli Usa si confermano il primo mercato di sbocco in valore per l’Italia. Le esportazioni di vino italiano in America hanno registrato nel 2017, secondo le ultime rilevazioni Ismea, un incremento in valore del 4,2% rispetto al 2016, raggiungendo quota 1,4 miliardi di euro”.
Intanto, secondo uno studio di Iri-Infoscan eseguito per Vinitaly, cambiano anche i canali di vendita con un forte ruolo della grande distribuzione organizzata che vende circa 8 milioni di ettolitri per un fatturato di 2,5 miliardi di euro.

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