Scuola: Brugnoli (Confindustria), educare all’imprenditorialità per insegnare a “mettersi in gioco e creare lavoro”

“I nostri giovani non devono chiedersi soltanto se ci sarà un posto di lavoro per loro, ma anche quanti posti di lavoro potranno creare con le loro idee, con la loro voglia di fare e di mettersi in gioco”. Ad affermarlo in un’intervista al Sir è Giovanni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria, commentando l’introduzione da parte del Miur dell’educazione all’imprenditorialità nella scuola italiana di secondo grado (statale e paritaria)  attraverso un Sillabo dedicato, costruito con il coinvolgimento di circa 40 stakeholder – tra cui Confindustria – e suddiviso in 5 macro-aree: forme e opportunità del fare impresa; la generazione dell’idea, il contesto e i bisogni sociali; dall’idea all’impresa: risorse e competenze; l’impresa in azione: confrontarsi con il mercato; cittadinanza economica. L’intervento è legato ai finanziamenti dedicati all’educazione all’imprenditorialità e previsti dal bando Pon 2775 per un investimento complessivo di 50 milioni di euro. “Siamo un grande Paese industriale – ci spiega -, uno dei primi al mondo, e abbiamo bisogno di nuovi imprenditori che diano un futuro al grande patrimonio di cultura d’impresa che definiamo ‘Made in Italy’, e che rappresenta una garanzia di bellezza, efficienza tecnica, creatività e competenza”, ma questa vocazione all’imprenditorialità “va tutelata e trasmessa a partire dalle nostre scuole”.

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