Siria: Assisi, il 27 aprile una giornata di preghiera per la pace. Diocesi, associazioni e istituzioni al segretario generale dell’Onu

Una Giornata di preghiera e di riflessione per la pace in Siria si celebrerà ad Assisi, venerdì 27 aprile, “affinché tacciano le armi e si riapra il dialogo per questa ragione”. Ad annunciarla sono stati il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, con le famiglie francescane e l’intera diocesi, il sindaco, Stefania Proietti, con le istituzioni pubbliche e le associazioni della città, la Tavola della Pace e la Rete della Pace, che “con francescana umiltà” inviano una lettera aperta ad António Gutierrez, segretario generale delle Nazioni Unite. “Le sofferenze e i lutti, che anche gli organismi sovranazionali come l’Organizzazione mondiale della sanità hanno documentato a Ghouta e Douma, interpellano fortemente le nostre coscienze e non ci permettono di restare indifferenti e in silenzio di fronte all’odio che distrugge la vita soprattutto dei più piccoli”. L’intento dei mittenti è quello di “dare voce al dolore delle tantissime vittime, specialmente bambini, che invocano pietà e pace; allo stesso tempo chiediamo che si ponga fine a un confronto tra le parti che sembra conoscere soltanto la via della violenza”. Diocesi, istituzioni e associazioni di Assisi ritengono che “non si possa arginare la violenza con ulteriori interventi che causano soltanto un’escalation del conflitto armato nell’ottica della vendetta e non della giustizia e della protezione degli innocenti: il male non si combatte con il male”. Quindi, la città di Assisi “vuole farsi strumento di pace” e si propone come luogo pronto a “ospitare incontri di mediazione per favorire un dialogo fra tutte le parti coinvolte nel conflitto e promuovere la fine delle atroci sofferenze a cui vengono sottoposti tanti cittadini inermi”. Infine, a Gutierrez viene chiesto di “garantire la presenza di personale delle Nazioni Unite sul territorio interessato come forza di interposizione a protezione delle popolazioni e di accesso agli aiuti umanitari, consentendo così anche accesso agli aiuti umanitari specialmente a salvaguardia dei bambini”.

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