Diocesi: Cefalù, mons. Marciante in visita all’ospedale San Raffaele Giglio

“Il valore sacro della vita del malato non scompare né si oscura mai, bensì risplende con più forza nella sua sofferenza e nella sua fragilità”. Lo ha detto oggi pomeriggio il neo vescovo di Cefalù, mons. Giuseppe Marciante, durante la sua prima visita all’ospedale San Raffaele Giglio, nel giorno del suo ingresso nella diocesi siciliana. Il presule, fino a qualche settimana fa vescovo ausiliare di Roma, ha incoraggiato i pazienti della struttura sanitaria a non rassegnarsi. “È soprattutto nella malattia che assomigliamo a Cristo. Questo non deve portarci alla rassegnazione, anzi significa invocare da lui la forza per combattere la malattia”. Al personale sanitario il vescovo ha ricordato che “consapevolmente o inconsapevolmente tutto quello che facciamo ai nostri fratelli ammalati lo abbiamo fatto a Cristo”. “Curare un ammalato significa lasciarsi ferire – ha aggiunto -. La sofferenza dell’altro ci coinvolge emotivamente in una compassione”. Infine, mons. Marciante ha evidenziato che “il Vangelo ci fa scoprire una terapia efficace per i malati”. “È la terapia dell’ascolto, del dialogo, della fiducia. La terapia diventa più efficace se praticata in un contesto di cura delle relazioni tra medico e paziente. In fondo, il paziente fa un atto di fiducia che assomiglia a un atto di fede nei confronti del medico – ha concluso -. Grazie a questo anticipo di fiducia il medico può operare, curare e addirittura guarire”.

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