Sanità: Marchetti (oncologo), “la cattiveria é ostacolo nei percorsi di cura”

“La cattiveria rappresenta un disturbo profondo che interferisce nell’alleanza tra medico, paziente e famiglia, elemento chiave nel percorso di cura. Vogliamo capire come affrontare questo tema cosi difficile e sconosciuto”. Così l’oncologo Paolo Marchetti, primario all’ospedale Sant’Andrea di Roma, ha aperto l’incontro in corso oggi pomeriggio a Roma, all’Arciconfraternita di Santa Caterina, intitolato “Quando il male rende cattivi. La cattiveria, un ostacolo sconosciuto nei percorsi di cura” organizzato da Simep e Ne.T.On.. “La cattiveria è l’opposto dell’empatia – ha spiegato Marchetti – le cui conseguenze inevitabili sono il distacco del personale sanitario nei confronti di queste persone. Comporta serie problematiche che portano a risultati notevolmente peggiori nei percorsi di cura, perché questo tipo di pazienti vengono seguiti in maniera meno partecipata. Oggi mettiamo le basi per l’inizio di un progetto di studio che proponga degli approcci nuovi”. Marchetti ha ricordato che “oggi la maggior parte dei pazienti oncologici guarisce” (ad esempio “il 92% dei tumori alla mammella guariscono), perché “rispetto al passato abbiamo imparato a tenere la malattia sotto controllo per anni”. “Il comportamento distruttivo – ha precisato – lo troviamo quando qualcuno non ci sta dando la giusta attenzione o le risposte che vogliamo sentire. Dobbiamo capire meglio i perché dei comportamenti aggressivi: la cattiveria a volte è dovuta a inadeguatezza dei medici nell’ascolto o l’inadeguatezza dei familiari nel sostegno al malato”.

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