Terremoto Marche: Borrelli (Protezione civile), “l’apprensione è naturale, ma è importante sapere in che case si vive”

A Pieve Torina, che da Muccia, epicentro delle nuove scosse, dista 13 km appena, fin dalle prime ore del mattino, sono stati diversi i rappresentanti politici e le autorità preposte che si sono confrontate per tracciare il quadro della situazione, riattivando immediatamente la macchina organizzativa dell’emergenza. In un frangente non certo facile, in mancanza di un Governo operativo in carica e con le problematiche legate, principalmente, alle Soluzioni abitative d’emergenza (Sae) compromesse dall’ultima scossa e alle abitazioni gravemente lesionate un anno e mezzo fa. Su tutte, impera la priorità di garantire attenzione e sicurezza alle popolazioni colpite e duramente provate fin dal 24 agosto 2016. È il capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, a sintetizzare al Sir lo stato dei fatti dopo il vertice convocato stamane. “Come si sa, la scossa si inserisce in una lunga sequenza in atto da mesi e destinata a perdurare. Abbiamo appena fatto il punto con i sindaci per verificare l’entità dei danni, concentrati nello specifico a Pieve Torina. Si è già provveduto a rimediare ai disagi intercorsi in due delle casette, dove i pensili non erano stati adeguatamente agganciati e sul posto sono già stati individuati dal Comune gli alloggi per i sei nuclei familiari sfollati, salvaguardando chiaramente l’incolumità delle persone. Che ci sia apprensione in generale è naturale, ma ciò che conta è sapere in che case si vive. Colgo l’occasione per chiarire che nelle casette si può stare tranquilli, mentre nelle altre abitazioni, inevitabilmente, bisogna verificare le reali condizioni di agibilità”.

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