Siria: Acs, aumentano gli aiuti per i cristiani costretti a lasciare il Paese

Lebanon trip May 2016 Fr Andrew Halemba, ACN’s Middle East expert, greeting Syrian refugees dining at the ACN sponsored “Saint John the Merciful Table” in Zahle LEBANON / ZAHLEH-MLC 16/00023 Humanitarian Feeding program " Saint John the Merciful Table "for Syrian refugees in Zahle area and Bekaa Valley (01/ 2016 - 06/ 2016)

Mentre gli scontri e i bombardamenti a Goutha e Afrin con le centinaia di vittime destano emozione nel mondo, continua e si rafforza l’opera silenziosa di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) al fianco dei cristiani siriani. Sono ben 124 gli interventi portati avanti dalla Fondazione pontificia, principale realtà di carattere pastorale che opera in Medio Oriente, in favore dei cristiani di Siria. In questi giorni, stante l’accentuarsi della crisi siriana, Acs incrementa il sostegno alla “Tavola di San Giovanni il Misericordioso”, una mensa gestita dalla Chiesa melchita che a Zahle, in Libano, offre cibo a circa mille profughi siriani al giorno. “Il progetto ha avuto inizio nel dicembre 2015 con 500 pasti caldi – spiega il direttore di Acs, Alessandro Monteduro –, ma il numero dei rifugiati cristiani provenienti dalla Siria è andato via via ad aumentare ed oggi le esigenze sono più che raddoppiate”. Alla “Tavola di San Giovanni il Misericordioso”, i rifugiati cristiani non trovano soltanto cibo ma anche sostegno spirituale e conforto, grazie alla presenza costante di un sacerdote e alcuni volontari. “Il totale pur impressionante delle donazioni, oltre 20 milioni di euro, non rende pienamente la cifra del nostro sostegno – continua Monteduro – capace di rispondere tempestivamente alle più diverse esigenze: dai vestiti per l’inverno alle intenzioni di Messe per i sacerdoti, dalla ‘Zuppa solidale’, offerta dal convento Ibrahim Al Khalil di Damasco, ai pacchi viveri per centinaia di famiglie cristiane a Lattakia. Dall’elettricità per le famiglie cristiane rimaste ad Aleppo agli aiuti per l’educazione e l’assistenza sanitaria per i cristiani rifugiatisi a Marmarita, nella cosiddetta Valle dei Cristiani, al combustibile fornito alle famiglie di Nebek, a metà strada tra Damasco ed Homs”. Oltre a ciò la Fondazione sostiene anche la pubblicazione e la diffusione di catechismi e altri testi religiosi in tutta la Siria, la formazione di seminaristi, sacerdoti e religiose, e diversi campi estivi organizzati dalla Chiesa, come quello promosso a Machta Al Helou dall’arcidiocesi siro-cattolica di Aleppo. Numerose anche le ricostruzioni, tra cui quella della chiesa di San Giorgio a Sadad, la cittadina tristemente nota per il sanguinario attacco anticristiano avvenuto nel 2013.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa