Minori stranieri non accompagnati: lettera organizzazioni, “forte preoccupazione per respingimenti alla frontiera di Ventimiglia e violazioni dei diritti”

Una “forte preoccupazione per i numerosi respingimenti di minori stranieri non accompagnati (Msna), effettuati dalle autorità francesi alla frontiera di Ventimiglia, in violazione della normativa internazionale, europea e nazionale in materia, nonché per le violazioni dei diritti dei Msna perpetrate in Italia”. La esprimono, in una lettera di denuncia inviata alla Commissione europea e alle autorità italiane, le associazioni Asgi, Intersos, Terre des Hommes Italia, Oxfam Italia con Caritas diocesana di Ventimiglia-Sanremo e Diaconia Valdese. Alla Commissione europea viene chiesto di “verificare se le competenti autorità italiane e francesi abbiano violato la normativa europea, valutando se sussistano gli estremi per l’apertura di una procedura d’infrazione”. Al ministro dell’Interno, invece, si richiede di “effettuare le necessarie ispezioni nei centri di accoglienza, con particolare attenzione ai centri da cui i Msna si allontanano in percentuali più elevate”, “garantire un’adeguata informazione ai Msna in merito al diritto al ricongiungimento familiare” sottolineando in particolare come “solo se le procedure di ricongiungimento diventeranno più celeri potrà ridursi il numero di minori che tentano di raggiungere i parenti attraversando irregolarmente le frontiere interne all’Unione europea”. Infine, al ministro degli Affari Esteri, le organizzazioni rivolgono la richiesta di “adottare nei confronti delle competenti autorità francesi tutte le misure necessarie affinché cessino i respingimenti illegittimi di Msna”.
Un’altra problematica sollevata nella lettera riguarda il fatto che “in molte città i minori non riescono a presentare domanda d’asilo e quindi avviare la richiesta di ricongiungimento se non dopo molti mesi dall’arrivo, in violazione delle norme italiane ed europee”. Inoltre, nel monitoraggio effettuato a Ventimiglia, “molti minori, anche dopo diversi mesi dal loro arrivo, non erano stati iscritti a scuola né a corsi di formazione, non era stato loro rilasciato un permesso di soggiorno né avevano potuto presentare domanda d’asilo, non avevano un tutore né altre figure adulte di riferimento che si prendessero cura di loro. Alcuni hanno lamentato addirittura il mancato soddisfacimento di bisogni primari, quali la disponibilità di cibo, vestiti e spazi adeguati, e l’inadeguata protezione da violenze e abusi”.
Per le organizzazioni, “fino a quando non miglioreranno le condizioni di accoglienza un elevato numero di minori continueranno ad allontanarsi dalle strutture, per cercare altrove migliori opportunità”. “Al 28 febbraio 2018 – rilevano – 4.307 Msna risultavano irreperibili, essendosi allontanati dalle strutture di accoglienza in cui erano stati collocati”.

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