Migranti: Asgi, Cild e Indiewatch, “violati i diritti nei centri di Lampedusa e Potenza”

foto: Asgi/Cild/Indiewatch

Nell’hotspot di Lampedusa (prima che venisse chiuso il 13 marzo scorso a causa “delle condizioni disumane”) e nel Centro di detenzione amministrativa (Cpr) di Potenza sarebbero avvenuti episodi di “violazione dei diritti fondamentali della persona”, talvolta con “l’uso della forza”: è la denuncia contenuta nel dossier presentato oggi a Roma, alla Camera dei deputati, dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), dalla Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili (Cild) e Indiewatch, sulla base delle testimonianze raccolte a marzo 2018 da avvocati, mediatori culturali e ricercatori parlando con i migranti, ma senza aver avuto la possibilità di entrare nei centri. Il 6 marzo scorso, ad esempio, la delegazione ha riscontrato che nell’hotspot di Lampedusa non esisteva “una mensa”, che gli ospiti dovevano consumare il cibo, di “scarsissima qualità”, “in stanza o all’aperto”; “i water alla turca e senza porte, i materassi sporchi e malmessi”,  senza lenzuola, oppure “di carta sostituite solo dopo settimane”, acqua calda “solo un’ora al giorno”, acqua corrente nei bagni “interrotta dalle 21 alle 7” con la conseguenza di bagni sporchi, e “una sola bottiglia d’acqua per tutto l’arco della giornata”. Anche in seguito alle denunce delle associazioni, ad episodi di violenza, un incendio ed atti di autolesionismo l’hotspot di Lampedusa è stato temporaneamente chiuso il 13 marzo dal Ministero dell’interno. Gli avvocati delle associazioni hanno presentato ricorsi “per chiedere la condanna dello Stato italiano al pagamento di un indennizzo per le condizioni disumane in cui sono stati costretti a vivere per oltre un mese” due famiglie con minori: padre, madre e bimba di 8 anni, partiti dalla Tunisia e arrivati a Lampedusa il 15 febbraio 2018 dopo tre giorni di navigazione. La bambina è svenuta più volte ed è stata colpita “da una manganellata all’addome” durante “l’incendio doloso che ha interessato il centro la notte dell’8 marzo”, denunciano le associazioni. Un padre con due figli minori (di cui uno con protesi alla gamba), costretti “ad abbandonare la Tunisia per motivi politici”, hanno testimoniato invece che “gli agenti avrebbero usato violenza nei confronti dei due minori”. “In data 8 marzo a Lampedusa e in data 26 marzo a Potenza presso i rispettivi centri di detenzione amministrativa – affermano Asgi, Cild e Indiewatch – è stata usata violenza da agenti in tenuta antisommossa che hanno causato lesioni ad almeno tre ospiti (nel caso di Lampedusa una donna di ventitre anni e una bimba di appena otto anni). Inoltre è stata riscontrata, presso il centro di Potenza la prassi – già riscontrata presso altri Cpr – di manomettere, al momento dell’ingresso, le videocamere e le fotocamere dei cellulari regolarmente in possesso dei trattenuti”. Secondo le associazioni “gravi violazioni del diritto di difesa” sono avvenute sia a Lampedusa, sia nel Cpr di Potenza, ed è stata riscontrata “la mancata formalizzazione della domanda di protezione internazionale per tanti cittadini tunisini”, comportando di conseguenza “l’emissione del decreto di respingimento differito”.

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