Brasile: Gallazzi (missionario laico), “Lula in carcere per impedirgli essere rieletto. Il Paese è spaccato a metà”

“In questo momento il Brasile è un Paese spaccato a metà: dalla parte di Lula c’è la maggior parte della gente. La sensazione generale è che ci sia una lotta tra due poli e che l’arresto di Lula sia arrivato per impedirgli di essere rieletto”. E’ il parere di Sandro Gallazzi, missionario laico da 45 anni a Bento Gonçalves, nello Stato brasiliano di Rio grande do Sul, intervistato dal mensile della Fondazione Missio “Popoli e missione” sulla condanna a 12 anni di carcere per corruzione inflitta all’ex presidente del Brasile, Luis Ignacio Lula da Silva, nonostante sia ancora ufficialmente pre-candidato alle elezioni presidenziali. Secondo Gallazzi è quasi impossibile non credere nell’innocenza di un personaggio politico e sindacale che ha sempre fatto dei diritti degli operai e dei braccianti la sua battaglia personale. Il missionario descrive un Paese in difficoltà, preso in ostaggio da forze economiche (“la finanza che avanza e che inghiottisce l’economia reale e la terra”) e militari, dove l’esercito e la polizia in chiave repressiva e anti-crimine, stanno prendendo il sopravvento. “Siamo sotto la mannaia di una destra che avanza e che scalza progressivamente il potere residuo del Partito dei lavoratori”, afferma Gallazzi, membro della Commissione pastorale della terra di cui faceva parte la missionaria Dorothy Stang, uccisa dai latifondisti.

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