Aborto: card. Poli (presidente vescovi Argentina), “non è segno di progresso cercare di risolvere i problemi eliminando una vita umana”

L’arcivescovo di Buenos Aires e primate d’Argentina, card. Mario Poli, ha presieduto ieri in cattedrale un “Rosario per la vita”, dando così seguito a un’iniziativa che si protrae fin dal 2004 – quando era arcivescovo il card. Jorge Mario Bergoglio – in occasione della solennità dell’Annunciazione del Signore, che coincide con la Giornata del nascituro. In questa occasione si sono uniti anche i fedeli di altre diocesi. La cerimonia è iniziata con la benedizione alle madri incinte e ai bambini. Sono seguite la celebrazione eucaristica, un momento di adorazione eucaristica e la recita del rosario. Nella sua omelia, focalizzata sulla gravidanza di Maria, definita “miracolosa per la grazia dello Spirito Santo”, il card. Poli ha detto che tale gravidanza è “la sedia dei cristiani, dove si insegna la sacralità di ogni vita umana”. Dopo la gravidanza di Maria, ha aggiunto il cardinale, “i cristiani comprendono che una donna incinta diventa un santuario della vita”. Il card. Poli ha ricordato che “tutti i bambini del mondo sono l’oggetto della nostra attenzione, perché sappiamo che la vita di molti bambini è a rischio, per il lavoro minorile, l’analfabetismo, la prostituzione e la tratta, il matrimonio precoce, ancora oggi in America. La vita, che inizia nel santuario della vita, dev’essere rispettata dall’inizio alla fine, dal momento del concepimento fino alla sua Pasqua”. L’arcivescovo di Buenos Aires ha anche avvertito che “si alza sui bambini ogni tipo di pericolo” e ha osservato che “dobbiamo prestare la nostra voce alle loro cause, soprattutto quelli che non hanno voce per difendersi”. In particolare, “come cristiani non possiamo farci sordi alle grida dei bambini innocenti cui viene impedito di realizzare il loro diritto alla vita”. Accennando al dibattito sull’aborto, la cui legalizzazione è tornata d’attualità in Argentina, il card. Poli ha ribadito la posizione della Chiesa, confermata nell’Evangelii Gaudium, ed ha aggiunto: “Questa non è una materia soggetta a presunte riforme o modernizzazioni. Non è segno di progresso cercare di risolvere i problemi eliminando una vita umana, in nessuno dei suoi stadi”. Infine, ha riconosciuto che “è anche vero che abbiamo fatto poco per accompagnare veramente le donne che si trovano in situazioni molto difficili, dove l’aborto si presenta come una rapida soluzione alla loro profonda angoscia, in particolare quando la vita che cresce in loro è emersa come risultato di una violenza o di un contesto di estrema povertà”.

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