Siria: Onu, il 13 marzo presentazione ufficiale del rapporto della Commissione internazionale d’inchiesta

(da New York) Attacchi deliberati e indiscriminati su civili e strutture protette, fame, carcerazione illegale e uso di armi chimiche, sono solo alcune delle violazioni del diritto internazionale registrate dall’ultimo rapporto della Commissione internazionale d’inchiesta sulla Siria – istituita dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu. Attingendo ad oltre 500 interviste, nel periodo cha va da luglio 2017 a gennaio 2018, il rapporto evidenzia il costo “estremamente alto” delle vittime civili soprattutto durante le campagne per militari contro lo Stato islamico dell’Iraq e il Daesh, combattute a Raqqa e a Deir ez-Zor. “È oltre la comprensione umana che, nonostante questa vasta gamma di violazioni dei diritti, alle vittime e ai sopravvissuti siriani continui a essere negata una qualsiasi forma di giustizia. Ad essi si aggiungono poi i casi di scomparsa o rapimento di decine di detenuti e le condizioni disumane delle migliaia di loro che vivono nelle carceri”, ha dichiarato il presidente della Commissione, Paulo Pinheiro nell’anticipare alcuni dei temi, che verranno ripresi il 13 marzo, in occasione del dibattito sulla Siria alla 37ma sessione del Consiglio dei diritti umani, presso l’Onu. I dati esplicitati nella ricerca hanno evidenziato, soprattutto durante l’assedio quinquennale di Goutha, mezzi e metodi di guerra sempre più cinici, con casi documentati di malnutrizione acuta, uso indiscriminato di armi chimiche e bombe a grappolo, a cui vanno aggiunti l’allentamento forzato dei presidi medici e le incursioni nella città di Damasco con feriti gravi e morti. “L’uso di bombe in un’area densamente popolata da civili potrebbe considerarsi un crimine di guerra perché si tratta di attacchi indiscriminati con morti e feriti soprattutto tra la popolazione civile” ha denunciato il rapporto, sottolineando che luoghi di culto, centri di protezione civile, case, strutture mediche, mercati, panetterie e scuole continuano ad essere attaccati impunemente dalle parti in guerra. La Commissione di inchiesta ha scoperto che lo scorso 13 novembre, l’aviazione russa ha effettuato attacchi aerei su un’area civile densamente popolata ad Atareb (Aleppo), uccidendo almeno 84 persone e ferendone altre 150. Nel rapporto si chiedono misure pratiche e urgenti per rispondere ai bisogni delle vittime e si raccomanda il rilascio immediato di bambini, donne, anziani e disabili oltre che l’accesso da parte di osservatori indipendenti a tutti i luoghi di detenzione. “L’intero conflitto è stato caratterizzato da un totale disprezzo delle regole d’ingaggio”, ha dichiarato il commissario Hanny, anche lui nella commissione, e ha invitato le parti in causa a cessare gli assedi e a consentire gli accessi umanitari. Intanto c’è attesa per la presentazione ufficiale del rapporto il prossimo martedì.

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